Come si fa una donazione?

Aggiornato il martedì 1 marzo 2022

La donazione consente di beneficiare i propri cari (membri della famiglia o meno), ma anche un’opera, un’associazione o una congregazione che si sostiene. La donazione è un atto serio perché, salvo eccezioni, è definitiva.

Che cos’è una donazione?

Donare significa trasmettere in vita a un terzo la proprietà di un bene che si possiede.

Si tratta quindi di un atto importante con il quale il donante (colui che dona) si spoglia di una parte del proprio patrimonio (uno o più beni) a favore di un beneficiario (il donatario, che deve accettare la donazione. Affinché il donante sia perfettamente informato delle conseguenze del suo gesto, la donazione richiede la redazione di un atto in forma notarile (ad eccezione delle donazioni manuali).

Perché fare una donazione?

Una donazione può avere più obiettivi:

  • beneficiare in vita uno o più figli, eredi presunti, fare una donazione tra coniugi o beneficiare qualsiasi persona che il donante desideri aiutare;
  • ottimizzare fiscalmente la trasmissione, grazie ad abbattimenti il cui importo varia in funzione del grado di parentela tra donante e donatario. Questi abbattimenti si rinnovano ogni 15 anni. Vantaggi fiscali specifici sono inoltre legati alla natura dei beni trasmessi, in particolare in caso di donazione di imprese industriali, commerciali, artigianali, agricole o libero-professionali (legge Dutreil) o di boschi e foreste;
  • anticipare la regolazione della propria successione ed evitare così le eventuali difficoltà legate alla divisione della successione;
  • organizzare la gestione del proprio patrimonio: per esempio, una donazione può essere fatta in cambio di una rendita. Costituisce così un prezioso complemento della pensione.

In quale forma redigere la mia donazione?

L’esigenza di un atto pubblico

La legge esige la redazione di un atto notarile per la validità di una donazione. Senza un atto pubblico che la constati, la donazione non è valida. Questo formalismo consente la protezione delle parti e in particolare del donante. Il notaio verifica che il consenso del donante sia reale, si assicura dell’efficacia giuridica della donazione e fornisce ai propri clienti una consulenza informata. Infine, l’autenticità conferisce all’atto una data certa, un’efficacia probatoria (fino a querela di falso) e un’efficacia esecutiva.

Eccezioni

  • La donazione manuale è una donazione fatta di mano in mano. Può riguardare soltanto beni mobili (un gioiello o una somma di denaro, per esempio).
    Da notare: donare senza formalità una somma di denaro a uno dei propri figli è possibile. Prudenza, tuttavia. Una donazione deve rispettare determinate regole giuridiche e fiscali e può generare un conflitto familiare se effettuata senza una riflessione d’insieme sulla trasmissione dei propri beni. Vi invitiamo quindi a consultare un notaio prima di qualsiasi donazione manuale.
  • Il regalo d’uso : si tratta di un regalo fatto in occasione di un evento come il Natale o un compleanno. Il suo valore deve essere modesto rispetto al tenore di vita e all’entità del patrimonio della persona che fa il regalo. Se queste condizioni sono rispettate, il regalo d’uso non è soggetto alle imposte di donazione né alle regole giuridiche che si applicano alle donazioni (collazione o riduzione).

Donazione: che cosa si può donare?

Quali tipi di beni si possono donare?

Una donazione può riguardare beni immobili (appartamento, casa...) e/o mobili (mobili, gioielli, quadri...). Il bene deve tuttavia appartenere al donante: non gli è quindi possibile fare una donazione avente a oggetto un bene che acquisterà in futuro.

Si può donare tutto?

La legge riserva ad alcuni membri della famiglia (detti « eredi legittimari ») una parte del patrimonio della quale non possono essere privati.

Una libertà limitata in presenza di eredi legittimari

I membri della famiglia che non possono mai essere totalmente esclusi da una successione sono i discendenti (figli, nipoti) e, in loro assenza, il coniuge. Hanno diritto a una quota minima nella successione del genitore o del coniuge deceduto.

  • I discendenti

Sono eredi legittimari, qualunque sia la natura della filiazione (figli naturali o legittimi e figli adottivi). La legittima loro attribuita è pari a:
- la metà dei beni in presenza di un figlio;
- i 2/3 dei beni in presenza di due figli;
- i 3/4 dei beni in presenza di tre o più figli. Il resto costituisce la quota disponibile, che può essere attribuita a un beneficiario liberamente scelto.

  • Il coniuge

Il coniuge non divorziato e non separato legalmente è erede legittimario soltanto in assenza di discendenti. Ha allora diritto, come minimo, a un quarto (1/4) della successione.

Una libertà totale in assenza di eredi legittimari

Gli altri membri della famiglia non sono eredi legittimari. Possono quindi essere esclusi se il defunto aveva deciso di attribuire tutto il proprio patrimonio a uno o più altri beneficiari.

Donare a un erede: semplice anticipo sulla successione o vantaggio?

Una donazione fatta a un erede legittimario (figlio/i o, in mancanza, coniuge) può essere in anticipo sulla quota ereditaria o fuori quota ereditaria. Una donazione fatta a un erede non legittimario o a un estraneo alla successione sarà imputata sulla quota disponibile (spettando la quota di legittima agli eredi legittimari).

Donazione in anticipo sulla quota ereditaria

Una donazione in anticipo sulla quota ereditaria consiste, per un donante, nell’attribuire in anticipo a un erede legittimario tutta o parte della sua quota di eredità. Non viene così lesa l’uguaglianza con gli altri eredi.

Salvo indicazione contraria da parte del donante, ogni donazione si presume fatta in anticipo sulla quota ereditaria.

Donazione fuori quota ereditaria

Questo tipo di donazione riguarda tutte le persone che si vogliono avvantaggiare. Per esempio, il donante può avvantaggiare uno o alcuni dei propri figli rispetto agli altri; alla sua morte, tuttavia, il notaio verificherà che non siano lesi i diritti degli altri legittimari. In caso contrario sarà dovuta un’indennità di riduzione.

Occorre precisare nell’atto di donazione che essa è fuori quota ereditaria.

Da notare: una donazione fuori quota ereditaria può superare la quota disponibile senza essere rimessa in discussione al momento della successione se gli eredi legittimari l’hanno accettata in anticipo. Ciò si chiama rinuncia anticipata all’azione di riduzione.

Si può tornare su una donazione?

Una donazione è irrevocabile. Salvo eccezioni, non è quindi possibile tornare su una donazione regolarmente fatta.

Una donazione può tuttavia essere revocata in tre casi rigorosamente disciplinati dalla legge (inadempimento degli oneri, ingratitudine e sopravvenienza di un figlio).

Al di fuori di questi casi di revoca tassativamente elencati, una donazione è un atto definitivo. È quindi opportuno avvalersi della consulenza esperta di un notaio.

Da ricordare

Fare una donazione nell’ambito di una successione implica il rispetto di regole precise per evitare complicazioni giuridiche e fiscali. È essenziale capire come è tassata una donazione per ottimizzare gli abbattimenti fiscali e ridurre il carico delle imposte di donazione. In caso di decesso, alcune pratiche devono essere svolte per assicurare una trasmissione fluida del patrimonio ed è importante conoscere le pratiche da svolgere dopo un decesso. Un’altra opzione interessante per la trasmissione è l’assicurazione sulla vita, che consente di trasmettere un capitale in modo fiscalmente vantaggioso rispetto alle altre forme di donazione. Per una gestione ottimale della successione è tuttavia fondamentale conoscere bene la regolazione delle successioni e assicurarsi che la ripartizione sia conforme alle regole legali e testamentarie. Inoltre, i diritti del coniuge superstite devono essere presi in considerazione per garantirne la tutela. Infine, al momento della successione è importante comprendere l’ordine degli eredi e la tabella delle imposte di successione, per determinare con precisione le quote di ciascuno e le imposte da pagare.

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