La definizione di una successione

Aggiornato il mercoledì 5 novembre 2025

La definizione completa di una successione è propria di ogni pratica e può svolgersi rapidamente o richiedere anni. In ogni caso, agli eredi si impone un termine fiscale di 6 mesi per presentare la dichiarazione di successione e pagare le imposte di successione. Sul piano civile, la definizione di una successione passa attraverso più fasi, che sia stato incaricato un notaio o meno.

Una persona a voi cara è deceduta: consultate la guida "Successione: istruzioni per l’uso".

Tutto sulla successione e sui testamenti

Come si svolge una successione? Quali sono le grandi fasi di una successione? Qual è il costo di una successione? Quanto dura una successione? Quali sono i diversi tipi di testamento?

Qual è il termine per definire una successione?

Il termine per la definizione completa di una successione dipende in larga misura dalle particolarità proprie di ciascuna pratica. La pratica può essere molto semplice (un solo conto bancario, un solo erede) oppure molto complessa (una dimensione internazionale, numerosi beni, numerosi eredi, disaccordi).

Sul piano civile: 10 anni per accettare o rinunciare a una successione

  • Principio
    Il termine di prescrizione in materia di successione, ossia il termine per far valere la propria qualità di erede, è di dieci anni a decorrere dall’apertura della successione, vale a dire dalla data del decesso (Cod. civ. francese, art. 780).
    Se un erede non si è pronunciato entro tale termine e non è stato diffidato a farlo da un altro erede o da un creditore, si considera che abbia rinunciato alla successione.
  • Differimento del termine
    Questo termine di prescrizione non decorre finché l’erede ha « motivi legittimi » per ignorare la propria qualità, e dunque il sorgere dei propri diritti successori (Cod. civ. francese, art. 780, co. 5). È in particolare il caso in cui ignori il decesso.
  • Termine massimo
    Tuttavia, il differimento del momento iniziale, l’interruzione o la sospensione di questo termine non possono portarlo oltre i venti anni dal decesso ( Cod. civ. francese, art. 2232).

Sul piano civile: gli eredi possono essere costretti a decidere dopo 4 mesi

Per evitare il blocco della successione dovuto all’inerzia di un erede, la legge consente in particolare a ogni erede o creditore di costringere gli eredi a prendere posizione.

Ma questa diffida a esercitare l’opzione deve essere effettuata con atto stragiudiziale e non può intervenire prima che siano trascorsi 4 mesi dal decesso (Cod. civ. francese, art. 771).

In mancanza di decisione entro il termine di due mesi dal ricevimento della diffida, gli eredi sono considerati accettanti puri e semplici.

Sul piano fiscale: 6 mesi per dichiarare la successione

Sussiste un’obbligazione a carico degli eredi di presentare una dichiarazione di successione e di pagare le imposte di successione entro 6 mesi dal decesso. Il termine è di un anno per un defunto deceduto fuori dalla Francia (Codice generale delle imposte francese, art. 641).

In caso di ritardo:

  • è dovuto all’amministrazione finanziaria un interesse dello 0,20 % al mese (sull’importo delle imposte dovute), a decorrere dal 7° mese (Cod. gen. imposte, art. 1727) ;
  • è dovuta all’amministrazione finanziaria una maggiorazione d’imposta del 10 % a decorrere dal 13° mese dal decesso (fino al 40 % in caso di mancata presentazione della dichiarazione entro i 90 giorni successivi a una messa in mora degli uffici fiscali).

Quali sono le opzioni dell’erede?

Un erede è libero di accettare o meno la successione.

Tre opzioni si offrono alle persone chiamate a ereditare:

  1. l’accettazione pura e semplice, che comporta per l’erede l’obbligo di pagare tutti i debiti del defunto senza limitazioni, anche con il proprio patrimonio;
  2. l’accettazione nei limiti dell’attivo netto, che ha l’effetto di limitare il pagamento dei debiti della successione da parte dell’erede alla quota che egli riceve nella successione;
  3. la rinuncia alla successione. L’erede è allora considerato come se non fosse mai stato erede. Non riceve alcun bene ma, in contropartita, non deve pagare i debiti della persona deceduta.

Buono a sapersi: la presenza tra gli eredi di un figlio minore o di un maggiorenne protetto (sottoposto a amministrazione di sostegno, tutela...) richiede di riunire il consiglio di famiglia o di rivolgersi al giudice tutelare .

Le grandi tappe della definizione di una successione da parte di un notaio

1. L’atto di notorietà

L’atto di notorietà è l’atto notarile che redige l’elenco delle persone chiamate a raccogliere la successione ed enuncia eventualmente i loro rispettivi diritti. Non comporta accettazione della successione. Consente agli eredi di provare la propria qualità nei confronti dei terzi (le banche, ad esempio).

Per redigerlo, il notaio ha bisogno dei documenti che permettono di identificare i membri della famiglia interessati dalla successione (libretto di famiglia, contratto di matrimonio, sentenza di divorzio, ecc.). In mancanza di questi documenti potrà essere incaricato un genealogista.

Se il defunto aveva redatto un testamento conservato presso il proprio domicilio, esso deve essere consegnato al notaio per poter essere preso in considerazione.

Il notaio interroga sistematicamente il registro centrale delle disposizioni di ultima volontà (FCDDV) per sapere se il defunto ha adottato disposizioni (testamento, donazione tra coniugi).


2. Il bilancio completo del patrimonio del defunto

Il bilancio completo del patrimonio del defunto comprende l’identificazione e la valorizzazione:

  • di tutti i beni del defunto, compresi in particolare conti bancari, valori mobiliari, mobilio, immobili... : l’attivo ereditario
  • dei debiti del defunto: il passivo ereditario.

A tal fine gli eredi devono comunicargli tutti i documenti (titoli di proprietà, estratti conto, libretti di risparmio, fatture, offerte di mutuo...) che consentono di valutare l’attivo e il passivo della successione, e indicargli le diverse operazioni compiute in passato dal defunto (acquisti, vendite, permute, costituzione di società, donazioni...).

Il notaio consulta:

  • il registro FICOBA, per ottenere l’elenco dei conti bancari aperti a nome del defunto
  • il registro FICOVIE, a condizione di essere incaricato da un potenziale beneficiario, per individuare i contratti di assicurazione sulla vita sottoscritti dal defunto a favore del proprio cliente.

Il notaio redige, a seconda dei casi, un semplice stato del patrimonio o un inventario.

3. In presenza di un bene immobile: l’attestazione immobiliare

Il notaio redige e pubblica presso il Servizio della pubblicità immobiliare (SPF) un’attestazione immobiliare per gli immobili, entro quattro mesi dal giorno in cui è stato richiesto (decreto 55-22 del 4 gennaio 1955, art. 33). L’attestazione non è necessaria se il notaio redige e pubblica un atto di divisione entro dieci mesi dal decesso (D. 55-22, 4 gennaio 1955, art. 29, co. 4).

Questa attestazione formalizza e porta a conoscenza dei terzi, mediante la sua pubblicazione, il trasferimento di proprietà del bene immobile conseguente al decesso a favore degli eredi accettanti.

4. La dichiarazione di successione e il pagamento delle imposte di successione

Ogni erede accettante deve dichiarare la successione al fisco, anche se non vi è alcuna imposta da pagare.

In via di eccezione, non sono tenuti a presentare una dichiarazione di successione:

  • gli eredi in linea retta (i figli, ad esempio), il coniuge superstite o il partner superstite unito da pacs non sono tenuti a presentare una dichiarazione di successione quando:
    • l’attivo lordo della successione è inferiore a 50.000 euro e
    • non hanno beneficiato in precedenza, da parte del defunto, di una donazione o di una donazione manuale non registrata né dichiarata
  • gli altri eredi, quando l’attivo lordo della successione è inferiore a 3.000 euro.

Il notaio redattore deposita la dichiarazione presso l’ufficio della registrazione del fisco e, se del caso, versa le imposte di successione entro sei mesi dal decesso (un anno se il decesso è avvenuto fuori dalla Francia). Il notaio può presentare un’eventuale domanda di pagamento differito o rateizzato delle imposte.

A questo stadio delle operazioni, gli eredi possono decidere se dividere o meno i beni e, se del caso, dividerli in tutto o in parte.

5. La divisione

Dal decesso, gli eredi si trovano in comunione ereditaria sul patrimonio successorio. Possono decidere di dividere e quindi di porre fine, totalmente o parzialmente, alla comunione, oppure di restare in comunione.

Se decidono di non dividere e di restare durevolmente in « comunione », è loro consigliato di organizzarne la gestione in una convenzione di comunione notarile.

Ma se la comunione è ritenuta troppo vincolante, gli eredi possono decidere in qualsiasi momento di dividere i beni in tutto o in parte. La divisione può essere amichevole o giudiziale:

  • È amichevole se tutti gli eredi sono d’accordo sul principio e sulle modalità
  • È giudiziale in caso di disaccordo persistente (sulla composizione delle quote o sulla loro valutazione, ad esempio). Il notaio non può dirimere la controversia tra gli eredi, che devono allora rivolgersi al giudice, il che comporta tempi e costi supplementari.

Gestione dei beni in comunione

In attesa della divisione, i contitolari devono gestire il patrimonio successorio.

Il notaio può occuparsene se ha ricevuto mandato di gestirlo. Vi farà firmare una convenzione di onorari che precisa il suo incarico e il suo compenso.

Gli atti di gestione possono essere compiuti:

  • da ogni contitolare quando si tratta di conservazione dei beni (Cod. civ. francese, art. 815-2)
  • dal o dai contitolari che detengono almeno due terzi dei diritti in comunione per gli atti di amministrazione: vendere i mobili per pagare i debiti, stipulare una locazione a uso abitativo o ancora compiere gli atti di amministrazione relativi ai beni in comunione… (Cod. civ. francese, art. 815-3).
  • da tutti i contitolari all’unanimità per gli atti di disposizione: vendere il bene immobile… (Cod. civ. francese, art. 815-3, co. 3)

Un mandatario può essere designato per gestire la comunione:

  • di comune accordo dagli eredi, e può essere uno di loro o un terzo (Cod. civ. francese, art. 813 per la gestione di tutta la successione e 815-3, 2° per la gestione dei soli beni in comunione)
  • dal giudice:
    • in caso di profondo disaccordo tra gli eredi: il mandatario giudiziale dispone allora dei poteri conferiti dal tribunale, che gli consentono ad esempio di vendere beni della successione (Cod. civ. francese, art. 813-1).
    • In caso di urgenza e nell’interesse comune, il giudice può altresì designare un contitolare come amministratore provvisorio della comunione (Cod. civ. francese, art. 815-6).

Qual è il costo di una successione?

La definizione di una successione richiede la redazione di diversi atti, il cui costo dipende dalla natura e dal valore dei beni del defunto e dalla presenza di disposizioni di ultima volontà (notorietà, attestazione di proprietà per i beni immobili, verbale di apertura del testamento, divisione...). Il notaio lo valuta dopo aver ottenuto le informazioni essenziali.

Le spese di successione sono costituite:

  • dal compenso del notaio, costituito da emolumenti fissati dalla legge.
  • dalle imposte: imposte di successione, IVA sugli emolumenti del notaio, imposta di pubblicità immobiliare…
  • dagli onorari degli avvocati se la definizione è contenziosa.

Per saperne di più sulle spese notarili.

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