La donazione si dice "con riserva di usufrutto" quando è donata soltanto la nuda proprietà del bene e il donante conserva l’usufrutto del bene donato.
donazione con riserva di usufrutto: definizione e vantaggi
Le prerogative di un proprietario sono costituite dall’uso del bene (l’usus in latino), dal potere di disporne (l’abusus), che permette in particolare di distruggerlo, donarlo, venderlo, e da quello di percepirne i "frutti" (fructus), come i canoni di locazione, gli affitti agrari, i raccolti.
Queste prerogative possono essere esercitate da due persone diverse, in particolare in caso di donazione con riserva di usufrutto.
Si parla di smembramento della proprietà:
- da un lato l’usufrutto, riservato all’usufruttuario, che ha il diritto di utilizzare il bene e di percepirne i redditi.
- e dall’altro il nudo proprietario, che ha il diritto di disporre del bene. Se desidera venderlo, può ovviamente cedere soltanto la propria nuda proprietà, salvo che l’usufruttuario dia il proprio accordo alla vendita del bene nella sua totalità.
Per una definizione dettagliata di che cosa sia l’usufrutto: si veda la scheda « capire l’usufrutto ».
La donazione con riserva di usufrutto permette anche di ridurre le imposte di trasferimento dovute dal donatario. La nuda proprietà corrisponde infatti a una frazione del valore della piena proprietà; essa è determinata dal barème dell’articolo 669 del Codice generale delle imposte francese e varia secondo l’età dell’usufruttuario.
Esempio
Donazione di un appartamento di 200.000 € fatta da un padre di 79 anni al figlio. Il valore della nuda proprietà: 70 % di 200.000 €, ossia 140.000 €, somma che rappresenta la base imponibile, cioè l’importo sul quale sarà calcolata l’imposta.
Alla morte del donante, l’usufrutto si estingue a vantaggio del donatario (colui che riceve il bene, qui il nudo proprietario), che diventa allora pieno proprietario, senza tassazione né formalità da compiere.