La donazione tra coniugi (o donazione al superstite) consente di migliorare i diritti del proprio coniuge nella successione. Può essere presa in considerazione qualunque sia il regime patrimoniale dei coniugi, compresa la separazione dei beni, e presenta un interesse anche in assenza di figli. La donazione tra coniugi è un ottimo strumento per proteggere il proprio coniuge. Informatevi presso il vostro notaio.
In che cosa consiste la donazione tra coniugi?
Consente ai coniugi di aumentare la quota di eredità del coniuge.
Può riguardare soltanto i beni presenti nel patrimonio del donante al giorno del suo decesso.
Un coniuge può in qualsiasi momento revocare la donazione al superstite che ha fatto al proprio coniuge, senza che quest’ultimo ne sia informato e restando egli stesso eventualmente beneficiario della donazione che gli è stata concessa. Un’eccezione a questo principio: quando la donazione è stata fatta con un contratto di matrimonio.
In ogni caso il ricorso al notaio è obbligatorio perché, per essere valida, la donazione tra coniugi deve essere fatta con atto notarile.
Se avete già fatto una donazione tra coniugi, ma questa è anteriore al 1° luglio 2002, non esitate a sottoporla al vostro notaio per assicurarvi che sia conforme alle importanti evoluzioni legislative intervenute da quella data.
Capire tutto sulla donazione tra coniugi
Esistono più tipi di donazione tra coniugi? Quali sono le formalità di una donazione tra coniugi? È possibile revocare una donazione tra coniugi? Che cosa fare se ci sono figli?
Qual è il massimo che si può donare al proprio coniuge?
Occorre distinguere due situazioni:
- In presenza di figli nati dalla coppia, il coniuge superstite può comunque scegliere tra la totalità dei beni del defunto in usufrutto o un quarto in piena proprietà.
La donazione tra coniugi gli offre in linea di principio una scelta più ampia. Alla morte del coniuge può così ricevere:
- o l’usufrutto della totalità dei beni ;
- o un quarto in piena proprietà e i tre quarti in usufrutto ;
- o la piena proprietà della quota disponibile della successione (cioè la parte che non è riservata di diritto ai figli e che dipende dal loro numero).
- Quando uno dei coniugi ha figli nati da una precedente unione, il suo coniuge può legalmente pretendere soltanto un quarto della sua successione in piena proprietà.
La donazione tra coniugi è allora particolarmente interessante, perché gli consentirà o di ricevere diritti di proprietà più estesi, o di esercitare un usufrutto sulla totalità della successione, o ancora di combinare proprietà e usufrutto.
3. La donazione tra coniugi può riguardare anche l’intera successione in piena proprietà.
Se i figli sono d’accordo, il coniuge riceve tutti i beni della successione. Se non sono d’accordo, chiederanno la “riduzione” della donazione. Il coniuge dovrà allora optare per una delle 3 possibilità consentite dalla donazione (o l’usufrutto, o un quarto in piena proprietà e i tre quarti in usufrutto, o la piena proprietà della quota disponibile) e la sua opzione servirà a determinare l’importo dell’indennità di riduzione dovuta ai suoi figli o figliastri.
In ogni caso, al momento della redazione dell’atto, il donante può lasciare al coniuge la scelta di optare, il giorno venuto, per la formula che preferisce oppure, al contrario, limitarne le possibilità.
La donazione tra coniugi presenta un vantaggio per le coppie senza figli?
Sì, conserva il suo interesse in alcuni casi, in particolare in presenza del padre e della madre (salvo diritto di ritorno legato a donazioni fatte dai genitori): consente di attribuire al coniuge superstite l’intera successione.
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