Poiché il notaio è pubblico ufficiale e svolge una missione di servizio pubblico, il suo compenso è rigorosamente regolamentato ed è oggetto di una tariffa fissata dalla legge. I clienti hanno dunque la garanzia di un compenso prevedibile e trasparente. Alcune materie o alcuni atti non sono soggetti a questa regolamentazione e sono compensati liberamente.
La regolamentazione della tariffa dei notai
Alcune regole che disciplinano il compenso dei notai figurano all’articolo 23 del Codice deontologico dei Notai e del Regolamento professionale nazionale del notariato.
Ma la maggior parte di esse si trova nel Codice del commercio francese, agli articoli:
- da L 444-1 a L 444-7 (parte legislativa del Codice);
- da R 444-1 a R 444-76 (parte regolamentare del Codice);
- da A 444-53 a 444-186 (parte relativa ai decreti del Codice).
Nonché negli allegati alla parte regolamentare dello stesso codice:
- 4-7 (tabella 5 allegata all’articolo R444-3, che elenca gli atti soggetti a emolumento);
- 4-8 (spese ed esborsi) e
- 4-9, 4° (prestazioni che danno luogo a onorari).
Queste disposizioni del Codice del commercio francese derivano da diversi testi di legge, e in particolare:
• Si ricorda che la precedente tariffa dei notai, fissata dal decreto dell’8 marzo 1978, è stata sostituita dal decreto del 26 febbraio 2016.
• La legge del 23 marzo 2019 di programmazione 2018-2022 e di riforma della giustizia ha introdotto una revisione della tariffa almeno ogni cinque anni (art. L444-3 Cod. comm.).
La tariffa prevista per il periodo 2021-2022 è stata riconfermata in modo identico per il periodo 2026-2028 dal decreto pubblicato il 28 febbraio 2026. Essa è applicabile fino al 29 febbraio 2028 (Cod. comm., art. A444-53).
Le numerose e successive modifiche del Codice del commercio francese (più di una quindicina di testi dal 2016) hanno completato e messo a punto il dispositivo. Esse vanno nel senso di una certa liberalizzazione, con in particolare la riaffermazione della possibilità di praticare, a determinate condizioni, riduzioni parziali degli emolumenti, o l’ampliamento dell’ambito che dà luogo a compenso libero.
Che cosa comprendono le " spese notarili "?
La somma che si versa al notaio, comunemente e impropriamente chiamata « spese notarili », comprende in realtà:
• Le tasse e le imposte (esempio: circa 8/10 delle spese per una vendita): somme che il notaio è tenuto a riscuotere e a riversare all’amministrazione finanziaria per conto del proprio cliente. Variano a seconda della natura dell’atto e della natura del bene. Rappresentano spesso la parte essenziale delle « spese notarili ».
• Gli esborsi e le formalità (esempio: 1/10 delle spese per una vendita): gli esborsi comprendono le somme pagate dal notaio per conto del proprio cliente e destinate a remunerare i vari soggetti coinvolti e/o a pagare il costo dei diversi documenti, nonché a saldare le spese eccezionali sostenute su richiesta del cliente (ad es. alcune spese di trasferta).
Le formalità sono costituite da emolumenti di formalità fissati dalla legge e mirano a remunerare i notai per le formalità eseguite (richieste di atti di stato civile, …).
• Il compenso del notaio (esempio: 1/10 delle spese per una vendita), costituito da emolumenti d’atto e/o da onorari liberi.
Obbligo di provvista
Prima di procedere alla firma degli atti di cui è incaricato, il notaio ha l’obbligo di richiedere il deposito preventivo di una somma sufficiente per il pagamento di spese, oneri, esborsi ed emolumenti (Cod. comm., art. R. 444-61). Si parla allora di provvista.
Atti tariffati e non tariffati
Gli atti tariffati
Gli atti tariffati sono quelli per i quali il notaio percepisce emolumenti, cioè un compenso (una tariffa) fissato dal Codice del commercio francese, identico su tutto il territorio metropolitano e vincolante tanto per i notai quanto per i clienti. Gli atti tariffati sono elencati dal Codice del commercio francese e riguardano gli ambiti riservati al notaio.
Si tratta in particolare degli atti redatti in materia di successione, di diritto di famiglia, di vendita immobiliare…
Gli atti non tariffati
Gli atti non tariffati sono quelli che danno luogo a onorari. Per gli atti non tariffati il notaio fissa dunque liberamente la tariffa delle proprie prestazioni d’intesa con il cliente. A tal fine deve essere conclusa una convenzione di onorari (Cod. comm., art. L. 444-1, co. 3, in fine).
Emolumenti fissi o proporzionali
Emolumenti proporzionali
Si parla di emolumenti proporzionali quando il loro importo è costituito da una percentuale calcolata sul valore lordo (base) espresso nell’atto.
Questa percentuale varia per scaglione di base. Ad esempio, una donazione è soggetta a un emolumento proporzionale previsto dall’articolo A444-67 del Codice del commercio francese:
Scaglioni di base | Aliquota applicabile |
Da 0 a 6 500 € | 4,837% |
Da 6 500 a 17 0000 € | 1.995% |
Da 17 000 € a 60 000 € | 1.330% |
Oltre 60 000 € | 0,998% |
Emolumenti fissi
Si parla di emolumenti fissi quando il loro importo non è ancorato ai valori, ma è forfettario.
Ad esempio, l’atto di notorietà redatto in occasione di un decesso è tariffato 56,60 euro al netto delle imposte. Tale importo corrisponde al compenso lordo del notaio, al quale si aggiungono l’IVA su tale importo nonché altre spese (in particolare 125 euro di registrazione e alcune formalità).
Le riduzioni sulle spese notarili
Le riduzioni totali o parziali sono possibili, ma sono rigorosamente disciplinate dal Codice del commercio francese. La loro aliquota è fissa e la loro concessione è a discrezione del notaio. In via eccezionale e a determinate condizioni, alcune riduzioni possono essere negoziate.
Le riduzioni sulle spese notarili
Le riduzioni totali o parziali sono possibili, ma sono rigorosamente disciplinate dal Codice del commercio francese. La loro aliquota è fissa e la loro concessione è a discrezione del notaio. In via eccezionale e a determinate condizioni, alcune riduzioni possono essere negoziate.
Le riduzioni totali
Sono previste dall’articolo R444-70 del Codice del commercio francese : il notaio può così rinunciare alla totalità degli emolumenti relativi a un determinato atto o ai diversi atti ricevuti in occasione di uno stesso affare.
Le riduzioni parziali fisse
Sono disciplinate dagli articoli L 444-2, R444-10 e A444-174 del Codice del commercio francese.
La riduzione è possibile solo:
• per le prestazioni che sono oggetto di un compenso tariffato proporzionale,
• quando la base (il prezzo espresso nell’atto) di questa tariffa è superiore a una determinata soglia.
L’aliquota delle riduzioni è fissata dalla legge:
• L’aliquota di diritto comune è del 20 % al massimo. È applicabile alla quota di emolumento calcolata sugli scaglioni di base pari o superiori a 100 000 euro. Non è dunque possibile concedere una riduzione se il valore del bene o del diritto oggetto dell’atto è inferiore a 100.000 euro.
• L’aliquota derogatoria è del 40 % al massimo. È applicabile alla quota di emolumenti calcolata sugli scaglioni di base pari o superiori a 10 milioni di euro. Riguarda unicamente alcuni atti tassativamente elencati dall’articolo R444-10 del Codice del commercio francese (uffici, complessi industriali, alloggi sociali, patti Dutreil…),
Fatto salvo il rispetto di questa regolamentazione, spetta al notaio decidere, per categoria di prestazioni, se applicare o meno una riduzione, all’aliquota e negli ambiti che sceglie. Tale aliquota sarà garantita a tutti i clienti dello studio per ogni prestazione della stessa categoria. Il notaio deve esporre nel proprio studio e pubblicare sul proprio sito internet le aliquote di riduzione praticate per categoria di atti e scaglione di base. Purché rispetti questo obbligo di informazione, il notaio può modificare, per le nuove pratiche, le aliquote di riduzione che pratica.
Le riduzioni negoziate
In linea di principio le riduzioni non possono essere negoziate tra il notaio e il cliente.
In via eccezionale, tuttavia, la legge del 23 marzo 2019 (articolo L 444-2, co. 4, del Codice del commercio francese) le ha autorizzate:
• soltanto per alcune prestazioni (previste dall’articolo R444-10-1 del Codice del commercio francese),
• e al di sopra di un importo di emolumento di 200.000 euro.
Se queste condizioni sono soddisfatte, il notaio e il cliente possono convenire un’aliquota di riduzione. Tali riduzioni restano tuttavia facoltative per il notaio.
Che cosa accade se più notai intervengono sulla stessa prestazione?
Ogni notaio applica al cliente la propria riduzione sulla quota di emolumenti che gli spetta.
Per quali atti il notaio percepisce onorari?
Un notaio può essere remunerato con onorari solo quando compie una prestazione non soggetta a tariffazione obbligatoria e dopo aver fatto firmare preventivamente al cliente una convenzione di onorari.
Questi principi sono richiamati dall’articolo 23, commi 1 e 4, del Codice deontologico dei Notai nonché dagli articoli R 444-13 e 14 del Codice del commercio francese.
Principio di non cumulo tra onorari ed emolumenti
L’ articolo R. 444-13 del Codice del commercio francese vieta ai professionisti "di chiedere o di percepire, in ragione delle prestazioni soggette alle tariffe, una somma diversa da quelle fissate da tali tariffe (...)”.
I notai non possono dunque percepire, per un atto tariffato, onorari in aggiunta al proprio emolumento fissato dalla legge.
Convenzione di onorari preventiva obbligatoria
Lo stesso testo ricorda che è loro parimenti vietato chiedere o percepire, in ragione delle prestazioni menzionate al 3° comma dell’articolo L. 444-1, cioè non soggette alla tariffa, una somma al di fuori degli onorari stabiliti nella convenzione di onorari prevista da tale testo.
Vi si precisa infatti che i notai « concludono per iscritto con il proprio cliente una convenzione di onorari, che precisa in particolare l’importo o il criterio di determinazione degli onorari relativi alle attività prevedibili, nonché le varie spese ed esborsi previsti » (Cod. comm., art. L444-1).
I notai non possono dunque chiedere onorari che non siano stati previsti da una convenzione di onorari.
I notai che percepissero un compenso senza rispettare questi principi (non cumulo e convenzione di onorari) si esporrebbero all’obbligo di restituire le somme nonché a sanzioni disciplinari (Cod. comm., art. R. 444-14).
Per quali atti possono essere percepiti onorari?
Il compenso dei notai è oggetto di una certa liberalizzazione e si è aperto in alcuni ambiti alla concorrenza (articolo R444-16 del Codice del commercio francese).
L’elenco di queste prestazioni è previsto dall’allegato 4-9, 4° del Codice del commercio francese
Esempi:
• le attività di intermediazione immobiliare e di transazione,
• le consulenze fornite dal notaio ai clienti, a condizione che siano separabili dalla preparazione, dalla redazione o dall’esecuzione dell’atto tariffato,
• le vendite di azienda commerciale, i contratti di locazione commerciale, gli atti societari, le consulenze giuridiche.