Il domicilio fiscale è una nozione distinta dalla nazionalità di una persona o dalla residenza principale. Una persona può infatti disporre di abitazioni in più paesi o pagare imposte in Stati diversi.
Il domicilio fiscale è una nozione distinta dalla nazionalità di una persona o dalla residenza principale. Sul piano fiscale, il domicilio di una persona è talvolta difficile da determinare. Una persona può infatti disporre di abitazioni in più paesi o pagare imposte in Stati diversi. Questa nozione di domicilio è però importante, poiché consente al contribuente di sapere da quale regime fiscale dipende. La nozione di domicilio è definita da ciascuno Stato. Tale definizione non è tuttavia identica in tutti i paesi. Per questo, per evitare che una persona sia domiciliata in due paesi diversi, le convenzioni internazionali possono derogare alla definizione adottata sul piano nazionale.
Perché è utile determinare il luogo del proprio domicilio fiscale?
È importante determinare il domicilio fiscale di una persona per conoscere il suo regime di imposizione, sia a livello di imposte dirette, come l’imposta sul reddito, sia a livello di imposte di trasferimento, come le imposte di successione o di donazione. Il domicilio di una persona influenza infatti in modo determinante il regime fiscale applicabile, con conseguenze talvolta del tutto diverse.
Dove informarsi?
- DINR (Direzione delle imposte dei non residenti) - 10 rue du Centre – 93465 Noisy-le-Grand cedex
http://www.impots.gouv.fr/portail/international/particulier - Per l’elenco delle convenzioni internazionali firmate dalla Francia: www.legifrance.gouv.fr
- Per consultare la dottrina amministrativa: www.impots.gouv.fr
Come è definito il domicilio fiscale in Francia?
L’articolo 4 B del Codice generale delle imposte definisce la nozione di domicilio. Esso enuncia che una persona è considerata avere il proprio domicilio fiscale in Francia in base a tre criteri alternativi:
- se ha in Francia il proprio focolare domestico o il luogo di soggiorno principale;
- se esercita in Francia un’attività professionale, dipendente o autonoma, a meno che non dimostri che tale attività vi è esercitata a titolo accessorio;
- se ha in Francia il centro dei propri interessi economici.
Un solo criterio è sufficiente a determinare il domicilio fiscale del contribuente.
Per eccezione, sono altresì considerati avere il proprio domicilio fiscale in Francia gli agenti dello Stato che esercitano le loro funzioni o sono incaricati di una missione in un paese straniero e che non sono soggetti in tale paese a un’imposta personale sull’insieme dei loro redditi.
Per focolare domestico si intende il luogo in cui il contribuente abita normalmente e ha il centro dei propri interessi familiari. Non si tiene conto dei soggiorni effettuati temporaneamente altrove per esigenze professionali o per circostanze eccezionali. Il luogo di soggiorno principale del contribuente può determinare il suo domicilio fiscale soltanto nell’ipotesi in cui egli non disponga di un focolare domestico.
Esempio: se un residente francese parte per diversi mesi all’estero e la sua famiglia resta in Francia, sarà considerato fiscalmente domiciliato in Francia, anche se è rimasto più a lungo all’estero che in Francia. Una convenzione internazionale firmata tra la Francia e il paese di accoglienza può consentire di derogare a questo principio.
Il centro degli interessi economici corrisponde al luogo in cui il contribuente ha effettuato i propri investimenti principali, in cui ha la sede dei propri affari e da cui amministra i propri beni. Può essere anche il luogo in cui il contribuente ha il centro delle proprie attività professionali, da cui trae la maggior parte dei propri redditi.
Esempio: un francese risiede all’estero, senza che sia stata firmata alcuna convenzione internazionale tra la Francia e lo Stato in cui vive. Questa persona percepisce da un patrimonio situato in Francia redditi ampiamente superiori a quelli che percepisce nel suo Stato di residenza. Il suo domicilio fiscale deve quindi essere considerato situato in Francia e non nello Stato in cui risiede. Se il contribuente ha più attività o fonti di reddito, il Consiglio di Stato ritiene che il centro dei suoi interessi si trovi nel paese da cui l’interessato trae la maggior parte dei propri redditi.
Il domicilio fiscale è talvolta molto complesso da determinare. Inoltre, in alcuni casi, il contribuente può, in applicazione delle leggi di ciascun paese, essere considerato avere un domicilio fiscale in due paesi.
Domicilio fiscale: come possono le convenzioni internazionali adattare questa definizione?
Quando il domicilio fiscale del contribuente si colloca in due Stati, è necessario applicare la convenzione internazionale, se ve n’è una. Tale convenzione prevale allora sulla legge di ciascuno Stato.
La convenzione prevede in genere più criteri che consentono di determinare il domicilio del contribuente, quali:
- la disponibilità di un’abitazione permanente,
- il centro degli interessi vitali, cioè lo Stato con il quale il contribuente ha i legami personali ed economici più stretti,
- il luogo di soggiorno abituale,
- la nazionalità.
Questi criteri non sono alternativi, ma devono essere valutati in ordine successivo. Se, ai sensi della convenzione, il contribuente possiede la nazionalità di entrambi gli Stati, può essere previsto che le autorità competenti risolvano la questione di comune accordo.
Punti da ricordare
- Ricordarsi di dichiarare all’amministrazione francese i conti detenuti all’estero
- Verificare le condizioni di trasferimento di fondi tra i diversi paesi
L’espatrio comporta conseguenze sul vostro domicilio fiscale e può incidere sui vostri obblighi in Francia. Se prevedete un acquisto immobiliare, è essenziale conoscere i termini dopo la firma nonché le soluzioni di finanziamento come il prestito ipotecario o la garanzia bancaria. Per ottimizzare la vostra fiscalità, pensate a dispositivi come l’investimento locativo Malraux. Anche i proprietari di SCI devono anticipare le procedure di liquidazione della loro società e le implicazioni di un attivo di liquidazione. Se affittate un bene, badate a rispettare le diagnosi immobiliari obbligatorie e le regole che disciplinano la coabitazione. Infine, prima di realizzare lavori, informatevi sulla dichiarazione preventiva e sull’impatto del DPE sulle vendite e locazioni immobiliari.