Attivo di liquidazione: definizione e calcolo per le SCI

Aggiornato il lunedì 9 settembre 2024


La vita di una società segue un ciclo: costituzione, sviluppo e talvolta scioglimento. Quando viene il momento di porre fine a una società, si pone una questione cruciale: che ne è delle somme che restano dopo il pagamento dei debiti? Si parla di « avanzo di liquidazione ».

Che cos’è l’« avanzo di liquidazione »?

Le società civili immobiliari, apprezzate per la semplicità di gestione e i vantaggi fiscali, vedono la propria liquidazione spesso complicata dalla natura immobiliare dei loro attivi. L’intervento del notaio permette ai soci di assicurarsi che la liquidazione si svolga nel rispetto delle leggi vigenti.

L’avanzo di liquidazione è l’eccedenza di attivo dopo il pagamento dei debiti e la restituzione dei conferimenti dei soci. Tale saldo è poi ridistribuito ai soci.

  • L’attivo è costituito dall’insieme dei beni di una società, quali i suoi immobili, le sue attrezzature, i suoi crediti. Il liquidatore procederà eventualmente alla vendita di tali beni, in particolare degli immobili.
  • I debiti della società sono le obbligazioni pecuniarie della società verso i propri creditori, i dipendenti, gli enti previdenziali o ancora l’amministrazione finanziaria. I creditori della SCI saranno sempre pagati in via prioritaria, prima di ogni ripartizione tra i soci.
  • I conferimenti in società sono i beni messi in comune dai soci al momento della costituzione della società (o dell’aumento di capitale). Possono assumere più forme: in denaro (somma di denaro), in natura (bene immobile o mobile) o d’opera (cioè in lavoro).

In pratica, come si svolge una liquidazione?

La liquidazione di una SCI segue più fasi. Tutto comincia con la decisione dei soci di sciogliere la società e di nominare un liquidatore.
Questo liquidatore sarà incaricato di pagare i debiti e di ripartire gli attivi.
I soci recuperano poi i conferimenti effettuati al capitale della SCI.
Al termine di queste operazioni, se resta un importo da distribuire, il liquidatore determina la quota di ciascun socio in questo « avanzo di liquidazione ».

Come ripartire l’« avanzo di liquidazione »?

L’avanzo di liquidazione è ripartito tra i soci nelle stesse proporzioni dei loro diritti agli utili (Cod. civ. francese, art. 1844-9, co. 1), salvo una ripartizione specifica prevista dallo statuto. Sono tuttavia vietate le clausole dette « leonine », che priverebbero uno o più soci di ogni diritto agli utili o li esonererebbero da ogni contribuzione alle perdite.

Un socio può farsi attribuire un bene immobile detenuto dalla SCI?

L’attribuzione di beni a un socio deve essere effettuata prima di versare l’« avanzo di liquidazione ». Tali beni possono essere ripartiti secondo più metodi:

  • Attribuzione convenzionale: i soci possono decidere in anticipo, nello statuto, che alcuni beni saranno attribuiti a uno di essi (Cod. civ. francese, art. 1844-9, co. 3).
  • Ripresa dei conferimenti: se un bene immobile conferito da un socio resta in natura alla liquidazione e non è prevista alcuna clausola di attribuzione, il socio può chiederne la restituzione, fatto salvo il versamento di un conguaglio se il valore del bene supera i suoi diritti sull’avanzo di liquidazione.
  • Attribuzione preferenziale di legge: alcuni beni possono essere attribuiti in via preferenziale (Cod. civ. francese, art. 1844-9, co. 2, e art. 831 e ss.).
  • Comunione : i beni possono restare in comunione tra tutti i soci o alcuni di essi (Cod. civ. francese, art. 1844-9, co. 4, e art. 815 e ss.).

Quanto costa un atto di divisione?


Non appena una divisione è stipulata, deve essere registrata entro il mese successivo (CGI art. 635, 1-7°). Se la società ha soltanto denaro, la registrazione avviene presso il Servizio delle imposte delle imprese. Se sono divisi beni immobili, la registrazione deve avvenire presso il servizio della pubblicità immobiliare.

La divisione comporta un’imposta di divisione del 2,5 % sul valore netto dei beni divisi, dedotti i debiti e il capitale sociale.

I beni immobili ripresi dal conferente non sono tassati, salvo che siano attribuiti a un altro socio, nel qual caso l’operazione è assimilata a una vendita. Lo stesso vale quando un socio riceve un bene di valore superiore alla propria quota.

L’avanzo di liquidazione deve figurare nella dichiarazione dei redditi dei soci. È trattato fiscalmente come una distribuzione di dividendi:

  • per un socio persona giuridica (impresa), l’avanzo è soggetto all’imposta sulle società;
  • per un socio persona fisica, dal 2018 l’avanzo è soggetto alla "Flat tax" (12,8 % di imposta sul reddito; 17,2 % di prelievi sociali);
  • se la liquidazione comporta una perdita (i soci non recuperano tutto il loro conferimento), tale perdita non può essere dedotta dal reddito complessivo. È considerata una perdita in conto capitale.
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