Dal 2003 l’imprenditore individuale ha la possibilità di proteggere alcuni dei propri beni immobili rendendoli impignorabili. Inizialmente concepito per proteggere soltanto la residenza principale, questo regime ha subito varie modifiche e copre ormai qualsiasi bene immobile, edificato o meno, non destinato all’uso professionale.
Il nuovo statuto dell’imprenditore individuale, in vigore dal 15 maggio 2022, non ha abrogato questo regime e lo ha completato con una separazione di diritto tra patrimonio professionale e patrimonio personale.
Quali beni possono essere protetti?
In applicazione delle disposizioni dell’articolo L 526-1 del Codice del commercio francese, l’impignorabilità, cioè il fatto che i beni non possano formare oggetto di un pignoramento immobiliare da parte di un creditore, riguarda:
- la residenza principale, di pieno diritto (senza alcuna formalità);
- qualsiasi bene immobile, edificato o meno, non destinato a un uso professionale (seconda casa, terreni, ecc.), ma previa dichiarazione notarile.
Quando l’immobile è a uso misto (professionale e abitativo), soltanto la parte destinata ad abitazione è impignorabile:
- senza che sia necessario uno stato descrittivo di divisione, se si tratta di una parte della residenza principale;
- a condizione che la parte non destinata a un uso professionale sia individuata in uno stato descrittivo di divisione, per gli altri immobili.
A chi giova l’impignorabilità?
L’impignorabilità della residenza principale o dei beni designati come tali può giovare a qualsiasi persona fisica iscritta al registro nazionale delle imprese (RNE): commercianti, artigiani, agenti di commercio, agricoltori, professionisti, nonché tutti coloro che esercitano la propria attività con lo statuto di imprenditore individuale).
Sono invece escluse dal beneficio di questo dispositivo le società, di qualunque tipo.
Nell’ambito di una EIRL, la dichiarazione di impignorabilità si cumula con la dichiarazione di destinazione del patrimonio. La dichiarazione di impignorabilità deve riguardare i beni immobili non destinati all’uso professionale. La dichiarazione di destinazione riguarda invece i beni, i diritti, le obbligazioni e le garanzie necessari all’esercizio dell’attività professionale.
Attenzione : il regime dell’EIRL non esiste più. Le EIRL create prima del 16 febbraio 2022 possono tuttavia proseguire la propria attività.
Modalità e adempimenti per l’attuazione dell’impignorabilità
Impignorabilità di diritto per la residenza principale
L’impignorabilità si applica automaticamente alla residenza principale dell’imprenditore.
Inoltre, quando la residenza è utilizzata in parte per un uso professionale, la parte riservata all’abitazione è impignorabile senza che sia necessario menzionarla in uno stato descrittivo di divisione.
L’impignorabilità di pieno diritto del domicilio principale non richiede alcuna formalità. All’imprenditore basterà invocarla davanti al giudice dell’esecuzione in caso di pignoramento immobiliare promosso contro il suo bene.
Dichiarazione di impignorabilità per gli altri beni immobili non destinati all’attività professionale
Per proteggere i propri beni immobili non destinati all’attività professionale, diversi dalla residenza principale, l’imprenditore può dichiararli impignorabili. I creditori professionali non potranno allora pignorarli.
Quando il bene non è utilizzato interamente per un uso professionale, la parte destinata a un uso personale può formare oggetto di una dichiarazione di impignorabilità soltanto a condizione di essere individuata in uno stato descrittivo di divisione.
La dichiarazione di impignorabilità:
- è obbligatoriamente redatta da un notaio, pubblicata presso il Servizio di pubblicità immobiliare (pubblicità immobiliare) e menzionata in un registro di pubblicità legale a carattere professionale (albo dei mestieri, cancelleria del tribunale di commercio, ecc.) oppure in un giornale di annunci legali per le persone non tenute a iscriversi (come gli agricoltori).
- deve contenere la descrizione dettagliata di tutti i beni immobili che l’imprenditore desidera rendere impignorabili.
- deve indicare il carattere personale, comune o in comunione di ciascun bene immobile.
Questa formalità comporta costi di redazione e di registrazione dell’atto e spese fisse. Il notaio ha inoltre la possibilità di chiedere onorari a titolo di consulenza e per ogni altra attività che ecceda i suoi adempimenti abituali.
Qual è la durata della protezione?
- L’imprenditore può rinunciare all’impignorabilità di diritto o all’effetto della propria dichiarazione. La rinuncia può riguardare tutto il patrimonio dichiarato o una parte dei beni. Può anche riguardare uno o più creditori designati nell’atto pubblico di rinuncia. La rinuncia può a sua volta formare oggetto di una revoca (Codice del commercio francese, art. L 526-3, co. 2);
- In caso di vendita del bene impignorabile, il prezzo di vendita resta impignorabile a condizione che le somme siano reimpiegate entro un anno per l’acquisto di una nuova residenza principale. Grazie a una dichiarazione di reimpiego dei fondi, l’impignorabilità prosegue sul prezzo di vendita se questo è riutilizzato entro un anno per l’acquisto della propria residenza principale (Codice del commercio francese, art. L 526-3, co. 1);
In caso di divorzio, l’impignorabilità può proseguire se il bene è attribuito all’imprenditore nella divisione (Codice del commercio francese, art. L 526-3, co. 3).
Attenzione, tuttavia : se nel corso del procedimento di divorzio il godimento dell’alloggio è stato attribuito dal giudice al coniuge dell’imprenditore, tale bene non costituisce più la sua residenza principale e torna quindi in linea di principio pignorabile (Cass. com., 18 maggio 2022, n. 20-22768).
- In caso di morte dell’imprenditore : l’impignorabilità permane fino alla liquidazione della successione (Codice del commercio francese, art. L 526-3, co. 3).
A chi è opponibile l’impignorabilità?
Il bene o i beni immobili diventano impignorabili soltanto nei confronti dei creditori professionali dell’imprenditore e per i debiti professionali sorti dopo la pubblicazione della dichiarazione.
I creditori personali dell’imprenditore non sono interessati dalla dichiarazione di impignorabilità.
Quali sono i limiti della protezione?
- L’impignorabilità non protegge da tutti i creditori, ma soltanto dai creditori professionali il cui credito sorge in occasione dell’attività professionale e successivamente alla dichiarazione di impignorabilità.
Inoltre, in alcuni casi la protezione del patrimonio personale si rivela illusoria:
- Alcuni creditori, in particolare le banche, possono esigere l’impegno personale del titolare sui propri beni personali.
- In caso di procedimento giudiziario con colpa di gestione, i tribunali possono dichiarare responsabili gli amministratori, da cui l’importanza della scelta del regime patrimoniale e l’interesse di adottare talvolta il regime della separazione dei beni.
- L’amministrazione fiscale ha il diritto di pignorare i beni immobili (anche se dichiarati impignorabili) quando l’imprenditore si è reso colpevole di manovre fraudolente o di una grave e ripetuta inosservanza dei propri obblighi fiscali.
- La dichiarazione effettuata da un imprenditore in stato di insolvenza non è valida. Può inoltre essere annullata se è stata effettuata nei 6 mesi precedenti lo stato di insolvenza.
Esistono altre soluzioni di protezione?
Sì, il nuovo statuto unico di imprenditore individuale (EI), persona fisica (senza costituzione di società) dotata automaticamente di due patrimoni: un patrimonio professionale, pegno dei soli creditori professionali, e un patrimonio personale, pegno dei soli creditori personali.
Questo nuovo statuto è quindi destinato a proteggere il patrimonio personale dell’imprenditore dalle azioni dei suoi creditori professionali e viceversa. I creditori professionali, il cui debito è quindi sorto nell’ambito dell’esercizio dell’attività professionale e dopo il 15 maggio 2022, non potranno più garantirsi sui beni compresi nel patrimonio personale.
Per saperne di più sul nuovo statuto di imprenditore individuale.
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