L’occupazione del demanio pubblico

Aggiornato il venerdì 29 novembre 2024

Per l’esercizio di determinate attività (dehors di un ristorante, cantiere, food truck, luna park…), è possibile chiedere a un ente pubblico l’autorizzazione a occupare il proprio demanio pubblico. Le regole relative a questa occupazione si trovano nel Codice generale della proprietà degli enti pubblici francese (CGPPP).

Distinzione tra demanio pubblico e patrimonio privato degli enti pubblici


I beni appartenenti agli enti pubblici (Stato, enti territoriali, comuni...) rientrano nel loro demanio pubblico quando sono destinati all’uso diretto o indiretto del pubblico. In caso contrario, rientrano nel loro patrimonio privato.

Per saperne di più sui beni immobili del demanio pubblico: consultate il nostro articolo qui

Nozione di occupazione del demanio pubblico

L’occupazione del demanio pubblico rinvia agli utilizzi particolari del demanio pubblico. Può essere destinata a un uso collettivo (es.: autorizzazione stradale per lavori sulle reti idriche) o a un uso privativo (es.: concessione cimiteriale o edicola dei giornali).

Un’occupazione soggetta ad autorizzazione

In linea di principio, gli immobili del demanio pubblico devono essere destinati all’uso del pubblico o di un servizio pubblico (articolo L.2111-1 del CGPPP).

Tuttavia, in via eccezionale, essi possono essere destinati a un utilizzo privativo (es.: dehors di un ristorante). In tal caso è necessaria un’autorizzazione espressa.

L’autorità pubblica può subordinare l’occupazione del demanio pubblico al rispetto di prescrizioni.

L’autorizzazione è personale e, in linea di principio, non trasferibile (CE, 21 novembre 1969, Koeberlin).

Un’occupazione a fronte di un corrispettivo

In contropartita, l’occupante del demanio pubblico deve versare un canone, ossia una somma di denaro (articolo L.2125-1 del CGPPP).

Chi fissa l’importo del canone?

Quando l’immobile occupato appartiene allo Stato, la somma è fissata dal direttore dipartimentale delle finanze pubbliche, sentito il servizio che gestisce il demanio pubblico (articolo R.2125-1 del CGPPP).

Quando l’immobile occupato appartiene a un ente territoriale, è la sua assemblea deliberante a fissare la somma dovuta.

Come viene determinato l’importo del canone?

L’importo della somma dovuta per l’occupazione del demanio pubblico tiene conto del valore locativo del bene occupato nonché dei vantaggi procurati al titolare dell’autorizzazione di occupazione.

L’importo è rivedibile.

Da quando è dovuto il canone?

Il canone è dovuto a decorrere dalla data di notifica dell’autorizzazione o dalla data dell’occupazione se anteriore all’autorizzazione (articolo R.2125-2 del CGPPP).

È pagabile anticipatamente e su base annuale.

È pagabile in denaro e non in natura (CE, 8 marzo 1929, Bonneton).

Le esenzioni dal versamento del canone

Ai sensi dell’articolo L.2125-1 del CGPPP, l’autorizzazione di occupazione del demanio pubblico può essere gratuita quando:

  • costituisce la condizione naturale e necessaria dell’esecuzione di lavori o della presenza di un’opera di interesse per un servizio pubblico di cui tutti beneficiano gratuitamente (es.: lavori stradali);
  • contribuisce direttamente ad assicurare la conservazione del demanio pubblico stesso (es.: ponteggio per ristrutturare un edificio pubblico pericolante);
  • va a vantaggio di un’associazione senza scopo di lucro che concorre al soddisfacimento di un interesse generale (legge n. 2009-526 del 12 maggio 2009);
  • contribuisce ad assicurare l’esercizio delle missioni dei servizi dello Stato incaricati della pace, della sicurezza e dell’ordine pubblico o del controllo alle frontiere negli aeroporti, nei porti e nelle stazioni (legge n. 2015-991 del 7 agosto 2015);
  • consente l’esecuzione di lavori relativi a un’infrastruttura di trasporto pubblico ferroviario o guidato (legge n. 2015-991 del 7 agosto 2015);
  • è necessaria per l’esecuzione di un contratto di appalto pubblico a beneficio dell’ente pubblico (ordinanza n. 2017-562 del 19 aprile 2017).

La fine dell’autorizzazione a occupare il demanio pubblico

L’autorizzazione a occupare il demanio pubblico cessa per:

  • il sopraggiungere del termine previsto per l’occupazione;
  • la revoca dell’autorizzazione da parte dell’autorità competente prima della scadenza: per un motivo di interesse generale o per mancato rispetto delle clausole o delle condizioni (CGCT, art. R2122-7).
    L’autorizzazione è precaria. Il Consiglio di Stato ha infatti ribadito che il titolare di un’autorizzazione sul demanio pubblico non ha un diritto acquisito al rinnovo del proprio titolo (CE, 25 gennaio 2017, n. 395314).

Il ruolo del notaio in materia di occupazione del demanio pubblico

Nei piccoli e medi comuni il notaio, unico giurista di prossimità, è regolarmente sollecitato dai sindaci e dai segretari comunali per ogni tipo di questione, comprese quelle relative all’occupazione del demanio pubblico.

Il notaio è formato ai principi generali del diritto amministrativo e possiede una specializzazione in tutto ciò che riguarda gli immobili degli enti locali.

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