Modulare la quota di legittima con la rinuncia all’azione di riduzione (RAAR)

Aggiornato il lunedì 23 marzo 2026

Dal 2007 un erede può accettare in anticipo una futura lesione della propria quota di legittima. Rinuncia allora anticipatamente (mentre il donante è ancora in vita) a esercitare (dopo la morte del donante) l’azione di riduzione contro la donazione eccessiva. Questo dispositivo, che costituisce un patto di famiglia, permette ad esempio di avvantaggiare un familiare con disabilità in condizioni economiche precarie.

La tutela della quota di legittima

I figli sono eredi legittimari. A questo titolo la legge riserva loro una quota minima nella successione dei genitori. Non possono esserne privati.

Pertanto, se i genitori dispongono donazioni o legati che intaccano tale legittima, i figli possono farli ridurre all’apertura della successione, per preservare le proprie quote di legge. A tal fine devono esercitare davanti al tribunale ordinario l’azione di riduzione, per ottenere se del caso un’indennità di riduzione (una somma di denaro che compensi la lesione della loro legittima) o, in via eccezionale, una riduzione in natura.

La rinuncia anticipata all’azione di riduzione (RAAR)

È possibile per gli eredi legittimari rinunciare in anticipo a chiedere questa riduzione delle liberalità che ledono la loro legittima?
Tradizionalmente il diritto successorio francese vieta i patti su successione futura, cioè è rigorosamente vietato a chiunque organizzare la trasmissione di una successione non ancora aperta (dunque mentre una persona è in vita).

La legge del 23 giugno 2006 ha però previsto un’eccezione: la rinuncia anticipata all’azione di riduzione, o RAAR (art. da 929 a 930-5 Cod. civ. francese). Dal 1° gennaio 2007 essa permette a un erede legittimario presunto di rinunciare in anticipo a chiedere la riduzione delle donazioni o dei legati che potrebbero ledere la sua legittima.

Come si calcola la quota di legittima?

Che cos’è la quota di legittima? Chi può beneficiarne? Come si calcola? Si può rinunciare alla propria quota?

Come attuare la RAAR?

Un atto pubblico specifico ricevuto da due notai

La rinuncia presuppone un atto pubblico firmato da due notai e dal rinunciante. Tale atto deve precisare espressamente le sue conseguenze giuridiche future per il rinunciante nonché il beneficiario della rinuncia (Cod. civ. francese, art. 930, comma 1), che può essere un erede o un terzo.

Attenzione : il rinunciante non deve essere un minore, anche se emancipato, né un maggiorenne sottoposto ad amministrazione di sostegno (salvo che sia assistito dal proprio curatore) o a tutela (Cod. civ. francese, art. 509).

Il secondo notaio è designato dal presidente del consiglio notarile dipartimentale (legge del 25 ventoso anno XI, art. 11, creato dall’art. 34 della legge del 23 giugno 2006).

Trattandosi di un atto notarile solenne, la sua lettura è data e le firme sono raccolte dai notai stessi.

Un contenuto variabile

Il o i beneficiari di questa rinuncia devono essere determinati nell’atto.

Al rinunciante è lasciata grande libertà (Cod. civ. francese, art. 929). La rinuncia può così riguardare una lesione dell’intera legittima (nel qual caso il rinunciante accetta di essere privato di tutti i propri diritti) o di una frazione della legittima (la metà, un quarto, ecc.).

Può anche riguardare la riduzione di un’unica liberalità (donazione o testamento) avente per oggetto un bene determinato, lasciando al rinunciante la libertà di chiedere la riduzione per eventuali altre liberalità.

Infine, la rinuncia dei figli non comuni può riguardare un vantaggio matrimoniale (una comunione universale con clausola di attribuzione integrale, ad esempio) a favore del coniuge da cui non discendono.

Quali sono gli effetti della RAAR?

Grazie a questa rinuncia il donante può disporre più liberamente dei propri beni a favore delle persone di sua scelta (coniuge superstite, altro figlio, terzi, ecc.), poiché può donare senza temere una rimessa in discussione del proprio atto. Alla morte di quest’ultimo, il rinunciante non può reclamare (in tutto o in parte, secondo il contenuto dell’atto di rinuncia) la propria quota di indennità di riduzione.

La rinuncia non ha però alcun effetto sulla vocazione successoria del rinunciante, che continua a poter ereditare gli altri beni del donante conformemente ai propri diritti nella successione.

Buono a sapersi: la rinuncia vincola il rinunciante soltanto dal giorno in cui è stata accettata da colui del quale è chiamato a ereditare (Cod. civ. francese, art. 929, co. 1).

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