Tutela: definizione, procedura e funzionamento

Aggiornato il lunedì 9 settembre 2024

La misura di tutela mira a istituire la protezione di una persona che si trova nell’impossibilità di provvedere da sola ai propri interessi a causa di un’alterazione delle proprie facoltà fisiche e/o mentali (articolo 425 del Codice civile francese). Tale alterazione deve essere constatata medicalmente. La tutela è il grado più elevato di protezione. Essa istituisce una rappresentanza continua della persona protetta da parte del tutore in tutti gli atti della vita civile, come la scelta di un alloggio e la conclusione di contratti. Di fatto riguarda le persone in grave perdita di autonomia.

Ripasso delle diverse misure di protezione

Esistono tre misure di protezione giudiziaria: la salvaguardia di giustizia, che consente una protezione temporanea o limitata a determinati atti; la curatela, che è pronunciata quando la persona, che non è impossibilitata ad agire da sola, ha bisogno di essere assistita o controllata in modo continuativo negli atti della vita quotidiana; e infine la tutela, che riguarda la persona che ha bisogno di essere rappresentata perché impossibilitata ad agire da sola
L’abilitazione familiare, dal canto suo, consente a un parente stretto di rappresentare o assistere la persona da proteggere.

Per una presentazione generale delle diverse misure di protezione giudiziaria, leggete il nostro articolo: Tutela, curatela o salvaguardia di giustizia: differenze e punti in comune.

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Le misure di protezione giuridica: focus sulla tutela

La procedura di apertura della tutela

Chi può chiedere l’apertura di una tutela?

La domanda di sottoposizione a una misura di protezione deve essere presentata alla cancelleria del Tribunale ordinario nella cui circoscrizione si trova la residenza della persona da proteggere.
La domanda di sottoposizione a tutela può essere presentata dalla persona da proteggere, dal coniuge, dal partner del PACS o dal convivente (salvo che la comunione di vita sia cessata), da un parente o affine, da una persona che intrattiene con il maggiorenne legami stretti e stabili e/o da una persona che esercita nei suoi confronti una misura di protezione giuridica (articolo 430 del Codice civile francese).

Da notare: i servizi sociali o sanitari possono rivolgersi al procuratore della Repubblica ai fini dell’apertura di una tutela.

Qual è la forma della domanda?

La domanda si formula mediante il cerfa n. 15891*03. Essa è accompagnata da vari documenti, quali i giustificativi di identità e di composizione del patrimonio e, in primo luogo, il certificato medico che constata l’alterazione delle facoltà della persona da proteggere (articolo 431 del Codice civile francese).

Quale ruolo ha il giudice del contenzioso e della protezione?

In attesa della decisione, la persona da proteggere può essere posta sotto salvaguardia di giustizia (art. 433 del Codice civile francese).

Da notare : il ricorso a un avvocato non è obbligatorio in materia.

Il giudice del contenzioso e della protezione può ascoltare la persona se il suo stato di salute lo consente. Il giudice organizza allora un’udienza per raccogliere le osservazioni della persona da proteggere, dei suoi familiari ed eventualmente dei loro avvocati (art. 432 del Codice civile francese).

Nella sua decisione il giudice può rifiutare la sottoposizione a tutela, pronunciare la sottoposizione a tutela o scegliere di istituire un’altra misura di protezione

Il giudice che pronuncia la misura di tutela può costituire un consiglio di famiglia composto da 4 a 6 membri scelti tra i familiari e le persone vicine. Il giudice del contenzioso della protezione presiede il consiglio.

Il giudice tutelare procede altresì alla nomina di uno o più tutori (es.: uno incaricato del patrimonio e l’altro della persona). In via prioritaria il tutore è scelto in seno alla famiglia. Se ciò non è possibile, il giudice nomina un tutore professionale, detto mandatario giudiziario per la protezione dei maggiorenni (articoli da 446 a 453 del Codice civile francese).

È anche possibile designare un tutore sostituto per sorvegliare gli atti del tutore o per sostituirlo in caso di conflitto di interessi (art. 454 del Codice civile francese). In assenza di un sostituto, il giudice ha la possibilità di designare un tutore ad hoc per determinati atti (articolo 455 del Codice civile francese).

Il giudice può disporre una tutela personalizzata, modulando la misura caso per caso. Può alleggerirla o rafforzarla.

Il giudice può organizzare la tutela con un consiglio di famiglia se le esigenze di protezione della persona o la consistenza del suo patrimonio lo giustificano. È allora tale consiglio a designare il tutore e il tutore sostituto (articoli 456 e 457 del Codice civile francese).

Contro la decisione del giudice può essere proposto appello entro 15 giorni dalla pronuncia o dalla notifica della decisione (articolo 1239 del Codice di procedura civile francese).

Il funzionamento della tutela

Qual è il ruolo del tutore?

Entro tre mesi dall’apertura della misura il tutore deve redigere un inventario, salvo che il giudice abbia designato a tal fine un professionista (articolo 503 del Codice civile francese).

Il tutore è investito di un incarico generale di rappresentanza. Egli assicura la protezione della persona e la gestione del suo patrimonio, salvo limitazione a uno di tali incarichi. Il giudice può elencare gli atti che il maggiorenne può compiere da solo o con l’assistenza del tutore.

L’assistenza consiste nel sostenere la persona nell’assunzione delle proprie decisioni e nell’accompagnarla nella loro concretizzazione. La firma della persona incaricata della protezione figura accanto a quella del maggiorenne protetto, quando è richiesta.
La rappresentanza consiste nell’esercitare i diritti al posto del maggiorenne protetto. In caso di atto, la persona incaricata della protezione firma al posto del maggiorenne protetto.

Il tutore compie da solo gli atti conservativi (es.: lavori su un bene immobile) e gli atti di amministrazione (es.: pagamento delle bollette). Per gli atti di disposizione, cioè quelli che impegnano il patrimonio della persona protetta (es.: vendita di un bene immobile o donazione), il tutore deve ottenere una decisione del giudice. Alcuni atti sono vietati dalla legge (es.: esercitare il commercio in nome della persona protetta).

Il decreto n. 2008-1484 del 22 dicembre 2008 stabilisce l’elenco degli atti di amministrazione o di disposizione.

Ogni anno il tutore redige un conto di gestione (articoli da 510 a 514 del Codice civile francese). Tali conti sono verificati e approvati dal sostituto, dal consiglio di famiglia o dal giudice.

Qual è la responsabilità del tutore?

I familiari della persona protetta, il tutore sostituto o un terzo possono rivolgersi al giudice del contenzioso della protezione se ritengono che il tutore commetta una colpa nell’esercizio delle proprie funzioni (art. 421 del Codice civile francese).

Qual è la durata della misura di tutela?

La misura di tutela è pronunciata per una durata di cinque anni. Con decisione specificamente motivata del giudice e su parere conforme del medico, essa può essere pronunciata per 10 anni (articoli da 441 a 443 del Codice civile francese).

Essa può essere rinnovata per la stessa durata o per una durata massima di vent’anni, con decisione motivata e su parere conforme di un medico, se lo stato della persona non può migliorare (es.: ictus che comporta un’alterazione duratura delle facoltà mentali).

Ai sensi degli articoli 442 e 443 del Codice civile francese, la misura di tutela cessa se:

  • non è più necessaria, su domanda del maggiorenne o di qualsiasi persona legittimata;
  • alla scadenza della durata fissata, se non è chiesto alcun rinnovo;
  • in caso di sostituzione con un’altra misura di protezione;
  • in caso di decesso della persona protetta.
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