Famiglia: aiutare un congiunto mettendogli gratuitamente a disposizione un bene (il comodato)

Aggiornato il mercoledì 28 gennaio 2026

In passato chiamato « commodato », il prestito d’uso è un « contratto con il quale il prestatore consegna una cosa a un ricevente perché se ne serva, con l’onere per quest’ultimo di restituirla dopo essersene servito » (art. 1875 Cod. civ. francese).

Buono a sapersi: il prestito d’uso differisce dal contratto di mutuo di consumo. Quest’ultimo è « un contratto con il quale una delle parti consegna all’altra una certa quantità di cose che si consumano con l’uso, con l’onere per quest’ultima di restituirgliene altrettante della stessa specie e quantità » (art. 1892 Cod. civ. francese). Può trattarsi, ad esempio, di un prestito di denaro.

Il prestito d’uso è dunque una forma specifica di prestito che ha per oggetto soltanto cose che non si consumano, ad esempio un bene immobile (art. 1878 Cod. civ. francese).

Quali sono le caratteristiche del prestito d’uso?

La consegna di una cosa

Deve essere fatta dal prestatore al ricevente: è l’essenza stessa di questo contratto. Può trattarsi di una cosa mobile (un veicolo) o immobile (un terreno), ma che non deve essere consumabile (in particolare derrate alimentari, somme di denaro).

La gratuità del contratto

La legge precisa che esso è « essenzialmente gratuito » (art. 1876 Cod. civ. francese), il che differenzia il prestito d’uso dal contratto di locazione. La gratuità non è però assoluta, poiché è possibile versare al prestatore alcune somme, a condizione che non rappresentino una « contropartita equivalente al servizio ricevuto » (in tal senso, ad esempio, Cass. 1ª civ., 14 aprile 2016). Può trattarsi di interessi, ad esempio.

L’obbligazione di conservare la cosa

Per tutta la durata del contratto il ricevente deve vegliare « ragionevolmente alla custodia e alla conservazione della cosa prestata » (art. 1880 Cod. civ. francese). Può servirsene soltanto per l’uso determinato dalla natura della cosa o dalla convenzione.

La restituzione della cosa prestata al termine del contratto

La restituzione della cosa prestata deve essere effettivamente eseguita. Se il ricevente non la restituisce, incorre nella propria responsabilità civile (risarcimento del danno) e persino penale (appropriazione indebita, art. 314-1 Cod. penale francese).

Buono a sapersi: gli obblighi che incombono tanto al prestatore quanto al ricevente si trasmettono ai loro eredi in caso di decesso. In via di eccezione, se il prestito è fatto intuitu personae (in considerazione della persona del ricevente), la morte di quest’ultimo comporta l’estinzione del contratto (art. 1879 Cod. civ. francese).

Quali precauzioni prendere prima di concludere un prestito d’uso?

Le condizioni di forma

Lo scritto non è una condizione di validità, ma è vivamente raccomandato.

Nell’interesse del ricevente, questo scritto gli servirà a giustificare che ha diritto di essere in possesso della cosa e che non deve alcuna contropartita al prestatore (nessun canone da versare, ad esempio).

Nell’interesse del prestatore, lo scritto gli permetterà di rafforzare il proprio diritto di proprietà sulla cosa prestata ed escluderà la qualificazione di donazione.

Le condizioni di sostanza

È preferibile indicare:

  • Una durata determinata, anche se si ammette che il prestito possa essere concluso a tempo indeterminato. Essa permette di evitare le controversie sul termine di restituzione della cosa. Il prestatore non può però recuperarla prima della scadenza prevista.
  • Una descrizione della cosa prestata e del suo stato, per evitare controversie al termine del contratto. È preferibile redigere un verbale di consegna se la cosa prestata è un immobile, o una descrizione completa negli altri casi. In mancanza, la legge prevede semplicemente che « Se la cosa si deteriora per il solo effetto dell’uso per il quale è stata presa a prestito », i danni non sono imputabili al ricevente, salvo colpa da parte sua (art. 1884 Cod. civ. francese).
  • Un quadro preciso relativo all’utilizzo della cosa. Il ricevente deve utilizzare la cosa conformemente all’« uso determinato dalla sua natura o dalla convenzione » (art. 1880 Cod. civ. francese). Il contratto può prevedere, ad esempio, che egli sia obbligato a stipulare un’assicurazione.
  • Una ripartizione degli oneri relativi alla cosa prestata. Spetta al ricevente sostenere le spese di utilizzo della cosa (art. 1886 Cod. civ. francese). La giurisprudenza ammette che, quando il prestito ha per oggetto un immobile, le spese di elettricità e di manutenzione sono a carico definitivo del ricevente, salvo accordo contrario.

Se prevedete di prestare o di prendere a prestito un bene nell’ambito del prestito d’uso, è vivamente raccomandato farvi accompagnare da un notaio, per evitare che un favore si trasformi in una controversia.

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