Successione: il Consiglio costituzionale censura in parte la legge che disciplina le spese bancarie

Aggiornato il lunedì 29 giugno 2026

Investito di una questione prioritaria di costituzionalità (QPC) presentata da un gruppo bancario, il Consiglio costituzionale ha appena invalidato alcune disposizioni della legge 2025-415 del 13 maggio 2025 volta a disciplinare le spese bancarie di successione.

L’articolo L. 312-1-4-1 del Codice monetario e finanziario francese, nella formulazione risultante dalla legge citata, prevedeva infatti la gratuità delle operazioni bancarie effettuate nell’ambito della definizione di una successione:

  • con un saldo bancario totale inferiore a 5965 € (tale importo era fissato a 5910 € fino al 31 dicembre 2025);
  • o che coinvolgesse figli minori, qualunque fosse l’importo dei loro averi bancari;
  • o semplice da definire (presenza di eredi in linea retta, assenza di mutuo immobiliare in corso al momento del decesso, di conto professionale, di garanzie sui conti o di elementi di estraneità), quando gli eredi potevano presentare alla banca un atto di notorietà o un’attestazione firmata da tutti loro.

Il Consiglio costituzionale ha dunque censurato questa gratuità nella sua decisione resa il 19 giugno 2026.

Ritiene infatti che, vietando agli istituti di credito qualsiasi fatturazione delle operazioni nei casi previsti dalla legge e quale che ne sia il costo, il testo rechi, rispetto all’obiettivo perseguito, un pregiudizio sproporzionato alla libertà d’impresa e alla libertà contrattuale.

Le banche potranno dunque continuare a fatturare queste operazioni, ma entro il limite fissato con decreto, ossia l’1 % degli averi del defunto, con un tetto di 857 € (articolo D312-1-3 del Codice monetario e finanziario francese).

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