La destinazione degli edifici nel diritto urbanistico

Aggiornato il martedì 28 novembre 2023

La destinazione degli edifici in urbanistica corrisponde alla finalità per la quale una costruzione è edificata. È uno degli elementi indicati nella domanda urbanistica relativa al bene (permesso di costruire o dichiarazione preventiva).

Destinazione degli edifici: quale differenza con l’uso degli edifici?

La destinazione degli edifici e l’uso degli edifici sono tradizionalmente distinti.

L’uso degli edifici corrisponde a un elemento di fatto, relativo a ciò per cui un immobile è utilizzato. Corrisponde a una prerogativa del Codice della costruzione e dell’abitazione francese destinata a evitare che, in alcuni comuni, gli edifici abitativi scompaiano a vantaggio di altri usi.

Urbanistica: destinazione e sotto-destinazione degli edifici

Gli articoli R151-27 e 28 del Codice dell’urbanistica francese stabiliscono l’elenco dei 5 tipi di destinazione e delle sotto-destinazioni delle costruzioni:

1. Attività agricola e forestale

  • attività agricola
  • attività forestale

2. Abitazione

  • alloggio
  • ricettività abitativa

3. Commercio e attività di servizio

  • artigianato e commercio al dettaglio
  • ristorazione
  • commercio all’ingrosso
  • attività di servizio con accoglienza di clientela
  • cinema,
  • alberghi (definiti dal decreto del 10 novembre 2016 come « costruzioni destinate all’accoglienza di turisti in alberghi, cioè esercizi commerciali che offrono a una clientela di passaggio la quale, salvo eccezioni, non vi elegge domicilio, camere o appartamenti ammobiliati in locazione, nonché un certo numero di servizi »);
  • altre strutture ricettive turistiche (definite dal decreto del 10 novembre 2016 come « costruzioni diverse dagli alberghi destinate ad accogliere turisti, in particolare le residenze turistiche e i villaggi vacanze, nonché le costruzioni nei campeggi e nei parchi residenziali per il tempo libero »).

4. Attrezzature di interesse collettivo e servizi pubblici

  • locali e uffici aperti al pubblico delle amministrazioni pubbliche e assimilati
  • locali tecnici e industriali delle amministrazioni pubbliche e assimilati
  • istituti di istruzione, sanitari e socio-assistenziali
  • sale d’arte e di spettacolo
  • impianti sportivi
  • luoghi di culto
  • altre attrezzature aperte al pubblico

5. Altre attività dei settori secondario o terziario

  • industria
  • magazzino
  • ufficio
  • centro congressi ed esposizioni
  • cucina dedicata alla vendita online

Cambio di destinazione

Il cambio di destinazione consiste nel modificare la destinazione di tutto o parte di un edificio: trasformare un’abitazione in ufficio, un negozio in abitazione, ecc.


Attenzione: vi è cambio di destinazione quando si passa da una destinazione a un’altra, ma anche da una sotto-destinazione a un’altra (da alloggio a ricettività abitativa, ad esempio).


Alcuni cambi di destinazione sono soggetti a permesso di costruire (R421-14 del Codice dell’urbanistica francese), altri richiedono soltanto un’autorizzazione preventiva (R421-17 del Codice dell’urbanistica francese). Informatevi presso il vostro comune per sapere se potete svolgere queste pratiche via internet o meno.

Cambio di destinazione dei locali abitativi


Il cambio di destinazione d’uso dei locali abitativi è soggetto a una regolamentazione specifica (articolo L 631-7 del Codice della costruzione e dell’abitazione francese), volta a mantenere il livello di alloggi in determinate zone.


Tale cambio è dunque soggetto a un’autorizzazione amministrativa preventiva, rilasciata dal sindaco, in particolare nei comuni con più di 200.000 abitanti, nei comuni della prima cintura o ancora nei comuni per i quali il prefetto abbia adottato una decisione in tal senso.

Buono a sapersi: costituisce cambio di destinazione soggetto ad autorizzazione il fatto di dare un bene in locazione ammobiliata, in modo ripetuto, per brevi durate a una clientela di passaggio (salvo quando il proprietario loca la propria abitazione principale).


L’autorizzazione rilasciata è personale, cioè cessa di produrre effetti quando la persona alla quale è stata concessa non esercita più l’uso autorizzato (vendita, ad esempio).


Alcune autorizzazioni sono subordinate a una compensazione, che consiste nella contestuale trasformazione in locale abitativo di un locale avente un altro uso. È il consiglio comunale a poter adottare una simile decisione. È il caso di Parigi, ad esempio. In tal caso l’autorizzazione è legata al bene e la destinazione è dunque mantenuta in caso di vendita.

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