L’apposizione di termini consiste nel fissare definitivamente il confine di due terreni contigui e nell’identificare tale confine con riferimenti materiali chiamati "termini".
Perché ricorrere all’apposizione di termini?
L’apposizione di termini tra terreni non è obbligatoria (salvo eccezioni, ad esempio per le lottizzazioni). È tuttavia fortemente raccomandata. Permette di evitare certi conflitti di vicinato e in particolare gli sconfinamenti sulla proprietà altrui (piantagioni o costruzioni sul terreno del vicino, ad esempio).
L’apposizione di termini può essere amichevole o giudiziale. Così, conformemente all’articolo 646 del codice civile francese, « Ogni proprietario può obbligare il proprio vicino all’apposizione di termini tra le loro proprietà contigue. L’apposizione di termini si fa a spese comuni ».
Le condizioni dell’apposizione di termini
L’azione di apposizione di termini richiede:
- l’esistenza di due proprietari o titolari di un diritto reale (esempio: un usufruttuario); per questo non è possibile apporre termini tra contitolari di una comunione o tra condomini.
- la presenza di due fondi contigui.
- l’esistenza di due proprietà private. Non si può apporre termini quando un terreno privato è contiguo al demanio pubblico (competenza dell’autorità amministrativa e non del giudice ordinario). È invece possibile se si tratta del patrimonio privato dell’ente pubblico.
- l’assenza di una precedente apposizione di termini definitiva (non contestata).
- che i confini non siano edificati, perché in tal caso sono le costruzioni a fare da separazione.
Come realizzare un’apposizione di termini?
Realizzazione in via amichevole
Se i due proprietari sono d’accordo sul confine tra i loro terreni contigui, tale accordo deve essere oggetto di un verbale di apposizione di termini, redatto da un geometra abilitato. La firma di questo documento conferisce valore contrattuale all’apposizione di termini, che si fa a spese comuni. Per rendere definitiva l’apposizione di termini è prudente far pubblicare il verbale nel registro immobiliare. Nessuna contestazione sui confini del terreno sarà così possibile da parte degli attuali proprietari dei terreni interessati, né dei successivi. Il ricorso a un notaio è necessario.
Realizzazione in via giudiziale
Se i due proprietari non riescono a mettersi d’accordo sul confine, o se uno di essi rifiuta di procedere a un’apposizione di termini amichevole, la procedura deve essere portata davanti al tribunale ordinario del luogo in cui si trovano le proprietà da delimitare. Il giudice nomina un geometra abilitato che procede alle operazioni di apposizione dei termini. In caso di contestazione sui confini, spetta al giudice dirimere la controversia.
Il vostro notaio potrà non solo informarvi a monte sull’utilità di un’apposizione di termini, ma anche sulle vie di risoluzione amichevole di un eventuale conflitto in materia.
In quali situazioni l’apposizione di termini è obbligatoria?
In linea di principio l’apposizione di termini non è obbligatoria, salvo in due casi:
- quando la richiesta di apposizione di termini è fatta da un vicino;
- quando il terreno è destinato alla costruzione di un immobile a uso abitativo o a uso misto (abitativo e professionale) che costituisce:
- un lotto in una lottizzazione soggetta a dichiarazione preventiva o a permesso di lottizzare
- un terreno derivante da una divisione all’interno di una zona di riqualificazione concertata (ZAC).
Che cos’è l’apposizione di termini di un terreno?
In che cosa consiste l’apposizione di termini? Come può essere realizzata in via amichevole? Perché ricorrervi?