No. Qualunque sia l’origine della comunione (nata da una successione o da un divorzio, per esempio), la convenzione di comunione è sempre facoltativa. Ma poiché le decisioni devono in linea di principio essere prese all’unanimità dei comunisti, il che può creare difficoltà, la convenzione consente di organizzare in anticipo le modalità di esercizio dei diritti dei proprietari: godimento del bene, nomina di un amministratore…