Conformemente all’articolo L1122-1 del Codice generale della proprietà degli enti pubblici francese, « lo Stato può pretendere le successioni delle persone che muoiono senza eredi o le successioni che sono abbandonate, salvo che dei beni ereditari sia altrimenti disposto da leggi speciali ».
Conformemente all’articolo L1123-3 del CGPPP, un comune può divenire proprietario di beni per i quali non è stata accertata alcuna proprietà: « Nel caso in cui un proprietario non si sia fatto conoscere entro sei mesi dal compimento dell’ultima delle misure di pubblicità menzionate al secondo comma del presente I, l’immobile si presume senza padrone. Il comune o l’ente pubblico di cooperazione intercomunale con fiscalità propria può, con delibera del proprio organo deliberante, incorporarlo nel proprio patrimonio ».
Che cos’è un bene senza padrone?Conformemente all’articolo L. 1123-1 del CGPPP (nella versione applicabile dal 23 febbraio 2022), sono considerati privi di padrone i beni diversi da quelli di cui all’articolo L. 1122-1 (successioni in stato di eredità vacante) e che:
- fanno parte di una successione aperta da più di trent’anni, quando nessun chiamato si è presentato e lo Stato non ne è già proprietario. La legge 3DS riduce questo termine a 10 anni in alcune zone (esempio: nei quartieri prioritari della politica della città definiti dall’articolo 5 della legge n. 2014-173 del 21 febbraio 2014 di programmazione per la città e la coesione urbana).
Le regole relative alla proprietà di questi beni sono fissate dall’articolo 713 del Codice civile francese.
Fatto salvo il rispetto di tutte le condizioni, l’acquisizione da parte del comune avviene senza formalità.
NB: il sindaco deve essere stato autorizzato dal consiglio comunale ad acquisire questi beni.
- che non hanno un proprietario noto e per i quali da più di tre anni le imposte fondiarie non sono state pagate o sono state pagate da un terzo.
L’articolo L.1123-3 del CGPPP prevede che il sindaco debba constatare che il bene soddisfa le condizioni dell’articolo L. 1123-1, 2°, del CGPPP e che, dopo aver acquisito il parere della commissione comunale delle imposte dirette, adotti un decreto che constata l’abbandono. Per agevolare il compito del sindaco, l’amministrazione finanziaria gli trasmette, su sua richiesta, le informazioni necessarie all’avvio della procedura di acquisizione.
Il decreto del sindaco deve essere oggetto di pubblicità e di affissione.
In assenza di un proprietario che si manifesti entro 6 mesi, il bene è allora considerato senza padrone. Il comune può allora decidere di incorporarlo nel proprio patrimonio tramite:
- una delibera del consiglio comunale;
- un decreto che constata l’ingresso del bene nel patrimonio del comune.
I beni delle successioni giacenti o in stato di eredità vacante sono interessati?
- No. I comuni non possono acquisire un bene il cui proprietario sia deceduto da meno di trent’anni.
- Una successione è giacente quando (articolo 809 Cod. civ. francese):
- nessuno si presenta a reclamare la successione e non vi sono eredi noti;
- la totalità degli eredi ha rinunciato alla successione;
- gli eredi non hanno esercitato la propria opzione successoria entro 6 mesi dall’apertura della successione. Il patrimonio del defunto è gestito dallo Stato, che si incarica di estinguerne il passivo.
- Una successione è in stato di eredità vacante quando:
Essa appartiene allora allo Stato.
- La procedura di acquisizione da parte di un comune di un bene presunto senza padrone non impedisce al vero proprietario di rivendicare la proprietà del proprio immobile per ottenerne la restituzione (CGPPP, art. L 2222-20).
- Il bene presunto senza padrone sarà infatti acquisito in via definitiva dal comune soltanto dopo un termine di trent’anni (corrispondente al termine di prescrizione acquisitiva in materia immobiliare), salve le eccezioni previste dalla legge n. 2022-217 del 21 febbraio 2022 relativa alla differenziazione, alla decentralizzazione, al decentramento amministrativo e recante diverse misure di semplificazione dell’azione pubblica locale (cosiddetta legge 3DS).
- La restituzione sarà tuttavia subordinata al pagamento da parte del proprietario (o dei suoi aventi diritto) dell’importo degli oneri non pagati, nonché dell’importo delle spese necessarie alla conservazione del bene sostenute dal comune.
- In via di eccezione, l’ex proprietario non potrà più esigere la restituzione del proprio bene se questo è stato venduto o riqualificato, in particolare per fini di interesse generale. Beneficerà allora di un’indennità pari al valore dell’immobile.
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