Che cos’è il regime primario imperativo?
Si tratta dell’insieme delle regole che fissano i diritti e gli obblighi minimi dei coniugi. Queste regole si applicano tanto se i coniugi hanno concluso un contratto di matrimonio quanto se non lo hanno fatto (art. 212 e ss. Cod. civ. francese).
È possibile escludere l’applicazione del regime primario?
No. L’articolo 226 del codice civile francese dispone che le regole del regime primario imperativo si applicano per « il solo effetto del matrimonio, qualunque sia il regime patrimoniale dei coniugi », siano essi in comunione o in un regime di separazione.
Tuttavia, tale articolo precisa che esse si applicano in mancanza di « convenzione matrimoniale », cioè di contratto di matrimonio. È dunque possibile modulare queste regole, senza però poterle escludere. Così, si è ritenuto che un contratto di matrimonio non potesse dispensare i coniugi dalla loro obbligazione di contribuire agli oneri del matrimonio (in tal senso: Cass., 1ª civ., 13 maggio 2020, n. 19-11.444 P).
Quali sono le regole del regime primario?
Regole che disciplinano i diritti e i doveri dei coniugi tra loro
Il matrimonio impone doveri a ciascuno dei coniugi
Fin dalla celebrazione del matrimonio essi si devono reciprocamente « rispetto, fedeltà, soccorso e assistenza » (art. 212 Cod. civ. francese), devono assicurare « insieme la direzione morale e materiale della famiglia » e provvedere all’educazione dei figli, preparandone al contempo il futuro (art. 213 Cod. civ. francese). Devono « contribuire agli oneri del matrimonio […] in proporzione alle rispettive capacità » (art. 214 Cod. civ. francese). I coniugi hanno inoltre l’obbligo di coabitare e scelgono insieme la residenza della famiglia (art. 215 Cod. civ. francese).
Buono a sapersi : la casa familiare e i mobili che la arredano beneficiano di una protezione particolare. Quando si tratta di disporne (cioè venderla, donarla…), la legge impone il consenso di entrambi i coniugi, indipendentemente dal fatto che il bene appartenga a uno solo di essi (art. 215, comma 3, Cod. civ. francese).
Il matrimonio conserva i diritti che ciascun coniuge aveva prima delle nozze
Il coniuge mantiene la propria piena capacità giuridica (art. 216 Cod. civ. francese), può aprire da solo un conto bancario (art. 221 Cod. civ. francese), esercitare liberamente una professione e disporre dei propri guadagni e stipendi (art. 223 Cod. civ. francese). Ha la libera amministrazione e disposizione dei propri beni personali (art. 225 Cod. civ. francese).
Il matrimonio permette inoltre a ciascun coniuge di portare il cognome del proprio coniuge a titolo d’uso (art. 225-1 Cod. civ. francese).
Regole che disciplinano i rapporti dei coniugi con i terzi
Hanno per oggetto la protezione dei terzi che ignorassero la situazione matrimoniale dei coniugi.
Così, « Ciascuno dei coniugi ha il potere di concludere da solo i contratti che hanno per oggetto il mantenimento della famiglia o l’educazione dei figli » (art. 220 Cod. civ. francese). I coniugi sono tuttavia solidali rispetto al debito contratto, potendo il creditore chiedere il rimborso indifferentemente all’uno o all’altro.
Questa solidarietà non opera se la spesa è manifestamente eccessiva (rispetto al tenore di vita della famiglia, per la sua inutilità o perché il contraente è in mala fede), per gli acquisti rateali e i prestiti conclusi da un solo coniuge, salvo che questi ultimi riguardino somme modeste necessarie ai bisogni della vita quotidiana.
Parallelamente, quando un coniuge compie da solo un atto di amministrazione o di disposizione avente per oggetto un bene mobile (ad esempio vendere un veicolo), si presume che abbia ottenuto l’autorizzazione del proprio coniuge (art. 222 Cod. civ. francese).
Regole destinate a evitare che la famiglia sia messa in pericolo
Queste regole trovano applicazione, in particolare:
- « Quando un coniuge si trova nell’impossibilità di manifestare la propria volontà o se il suo rifiuto non è giustificato dall’interesse della famiglia », l’altro coniuge può essere autorizzato in via giudiziale a compiere da solo un atto (art. 217 Cod. civ. francese).
- Quando « uno dei coniugi viene gravemente meno ai propri doveri, mettendo così in pericolo gli interessi della famiglia, [il giudice] può prescrivere tutte le misure urgenti richieste da tali interessi ». Ad esempio, il giudice può vietare a un coniuge di vendere beni appartenenti alla comunione (art. 220-1 Cod. civ. francese).
Che cosa accade se un coniuge non rispetta gli obblighi contenuti nel regime primario imperativo?
In caso di mancato rispetto di queste regole, l’altro coniuge potrà in particolare chiedere il divorzio; ad esempio, se un coniuge lascia la casa coniugale e non rispetta più il proprio obbligo di coabitazione (previsto dall’articolo 215 Cod. civ. francese), l’altro potrà chiedere il divorzio per « alterazione definitiva del vincolo coniugale » dopo un anno (art. 238 Cod. civ. francese).