Un inventario: che cos’è?
L’inventario consiste nel descrivere, e talvolta stimare, gli elementi attivi e passivi di una massa di beni.
L’inventario è sempre necessario?
Qualche esempio:
È obbligatorio in caso di accettazione con beneficio d’inventario.
È nell’interesse del nudo proprietario in presenza di un successore usufruttuario.
Permette di evitare il forfait fiscale del 5 % applicabile alla valutazione dei mobili di arredo, escludendone l’applicazione (articolo 764 CGI).
In linea di principio l’inventario deve essere redatto per atto notarile, in forma di verbale.
No, ma esistono alcuni casi in cui l’inventario è obbligatorio:
- in presenza di un erede incapace (art. 507-1 del Codice civile francese),
- in caso di accettazione con beneficio d’inventario, nei limiti dell’attivo netto (art. 789 Cod. civ. francese),
- se il coniuge superstite opta per l’usufrutto, e ciò anche in caso di dispensa da parte del defunto (art. 600 e 1094-3 Cod. civ. francese),
- se il coniuge superstite beneficia del diritto vitalizio di abitazione e se gli altri eredi lo esigono (art. 764, co. 4, Cod. civ. francese),
- in caso di successione in stato di eredità vacante o giacente, « il curatore fa redigere un inventario estimativo » (art. 809-2 Cod. civ. francese).
Chi può chiedere la redazione di un inventario (art. 1329 Cod. proc. civ. francese)?
L’inventario non è mai redatto d’ufficio. Deve essere richiesto da una delle seguenti persone:
- il coniuge o il partner di un patto civile di solidarietà,
- tutti coloro che sostengono di avere una vocazione successoria,
- l’esecutore testamentario o il mandatario designato.
Le spese di redazione dell’inventario sono a carico della successione.
Concretamente, come si svolge un inventario?
Sono presenti il notaio e il perito stimatore o l’ufficiale giudiziario e, a seconda dei casi, gli eredi, il coniuge superstite o il partner di pacs convocati dal notaio.
Le tappe principali:
- L’intestazione dell’inventario, per spiegare la situazione che ne impone la redazione. Il notaio vi indica l’identità dei successori che lo hanno richiesto, il loro legame di parentela con il defunto e l’estensione dei loro diritti.
- Richiama le condizioni nelle quali interviene, elenca le persone convocate e quelle effettivamente presenti o rappresentate.
- La stima, ossia lo stato descrittivo degli oggetti mobili, che contiene anche le osservazioni delle parti sulla proprietà degli oggetti inventariati e l’identificazione del loro custode.
- L’analisi dei titoli, dei documenti e dei valori.
- Le dichiarazioni generali sull’attivo e sul passivo.
- La chiusura: l’inventario si conclude con la chiusura, che constata il compimento di tutte le operazioni e la prestazione del giuramento.
L’inventario è soggetto a un termine di realizzazione?
I testi non hanno previsto un termine generale; esistono invece termini specifici per alcuni casi:
- in materia di accettazione con beneficio d’inventario: occorre depositare l’inventario entro 2 mesi dalla dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario, presso il tribunale ordinario del luogo di apertura della successione;
- in presenza di un coniuge superstite usufruttuario: l’inventario deve essere realizzato prima dell’entrata in godimento dei beni.
La chiusura dell’inventario è soggetta a un termine?
L’inventario si conclude con la chiusura, che constata il compimento di tutte le operazioni per tutte le persone interessate, i loro eredi e aventi causa, nonché la prestazione del giuramento. Nella pratica essa fa corpo con l’enumerazione dei diversi elementi di attivo e di passivo che compongono la successione.
La chiusura dell’inventario è obbligatoria e deve intervenire entro 5 anni dal decesso per evitare il forfait fiscale del 5 % (art. 764, I, 2°, Cod. civ. francese).