L’espropriazione

Aggiornato il mercoledì 15 maggio 2024

L’espropriazione è una procedura che permette all’amministrazione, per uno scopo di interesse pubblico, di costringere una persona a cederle un bene, dietro un’indennità giusta e preventiva.

Che cos’è l’espropriazione?

L’espropriazione priva una persona del proprio bene immobile contro la sua volontà e reca così una grave lesione al diritto di proprietà. Per questa ragione è puntualmente disciplinata dal Codice dell’espropriazione per pubblica utilità francese.

L’ambito di applicazione della procedura di espropriazione può in linea di principio riguardare soltanto i beni immobili dei privati, nonché i beni immobili degli enti pubblici rientranti nel loro patrimonio privato.

Chi può espropriare?

Possono essere all’origine dell’espropriazione:

  • lo Stato;
  • gli enti territoriali (regioni, dipartimenti, comuni);
  • gli enti pubblici e i gruppi di interesse pubblico;
  • alcuni soggetti di diritto privato incaricati di una missione di servizio pubblico (es.: casse di sicurezza sociale, concessionari di lavori pubblici, ...).

Quali sono le condizioni dell’espropriazione?

L’espropriazione può intervenire ed è legittima soltanto se persegue uno scopo di pubblica utilità e dietro un’indennità giusta e preventiva.

La pubblica utilità dell’operazione è oggetto di una dichiarazione di pubblica utilità (DUP) al termine di un’inchiesta pubblica e assume la forma di un decreto prefettizio, ministeriale o di un decreto del Consiglio di Stato.


La pubblica utilità è stata così riconosciuta per:

Per contro, un’operazione puramente privata che avesse come unico scopo di generare un profitto senza rendere un servizio alla collettività pubblica non potrebbe rivestire i caratteri della pubblica utilità.

L’indennità è invece fissata in via amichevole o dal giudice dell’espropriazione.

Come si svolge l’espropriazione?

La procedura di espropriazione si svolge in due fasi:

La fase amministrativa

È destinata a verificare il carattere di pubblica utilità del progetto e a individuare le proprietà interessate.

Comporta più tappe:

Anzitutto è aperta un’inchiesta pubblica preliminare. È destinata a raccogliere il parere degli enti, degli organismi e dei privati interessati sull’utilità dell’operazione progettata.

Al termine di questa inchiesta è affissa in comune una dichiarazione di pubblica utilità (DUP), che può essere impugnata davanti al tribunale amministrativo. Per gli enti locali, l’operazione progettata è oggetto anche di una dichiarazione di progetto.

Infine, il prefetto adotta un decreto di cedibilità, che si presenta come un elenco delle particelle da espropriare ed è notificato all’espropriato, il quale dispone di un termine di 2 mesi per contestarlo davanti al tribunale amministrativo.

La fase giudiziaria

A meno che il proprietario non accetti di vendere il proprio bene in via amichevole, il prefetto deve adire il giudice dell’espropriazione. Questa fase giudiziaria implica un duplice intervento del giudice dell’espropriazione, il quale:

  • in un primo momento pronuncerà il trasferimento di proprietà con un’ordinanza di espropriazione;
  • e, in un secondo momento, fisserà con sentenza l’importo dell’indennità.

Quale indennità per l’espropriato?

In linea di principio il ristoro deve essere integrale. Deve comprendere una parte principale e degli accessori.

L’indennità principale deve coprire il valore venale del bene immobile espropriato. Deve corrispondere al prezzo che un venditore potrebbe sperare di ottenere dalla vendita del proprio bene in caso di eventuale vendita.

L’indennità deve inoltre tener conto di tutti i pregiudizi accessori. Il pregiudizio morale non è tuttavia preso in considerazione.

I beni espropriati sono stimati alla data della decisione di primo grado.

L’espropriazione amichevole è possibile?

Certamente, ed espropriante ed espropriato hanno del resto tutto l’interesse a ricorrervi. Nulla vieta al proprietario di vendere il proprio bene all’espropriante secondo modalità definite di comune accordo e intendendosi sull’importo dell’indennità.

Questa vendita avrà gli stessi effetti giuridici dell’ordinanza di espropriazione del giudice, evitando al contempo una procedura giudiziaria lunga, traumatica e costosa.

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