Forte aumento della quota di vendite delle abitazioni usate più energivore da luglio 2021
Dall’inizio del 2023 le abitazioni con classe energetica G nel DPE che consumano più di 450 kWh/m²/anno di energia finale (circa 140 000 abitazioni) non sono più considerate decorose e sono dunque escluse dal mercato locativo (per una nuova locazione). Da fine agosto 2022 è inoltre vietato aumentare i canoni delle abitazioni classificate F e G. L’articolo 160 della legge Clima e resilienza dell’agosto 2021 prevede di innalzare progressivamente i criteri di decoro energetico per la locazione fino al 2034. Alla fine, tutte le abitazioni con classe superiore a D saranno interessate dal divieto di locazione, ossia circa il 45 % del parco locativo privato al 1° gennaio 20221. Più di recente, un decreto di attuazione pubblicato nell’agosto 2023 mantiene le scadenze previste dalla legge e apporta precisazioni sul calendario e sul livello dei primi requisiti minimi di prestazione energetica imposti ai proprietari per poter locare le proprie abitazioni. Questo divieto riguarderà così, nella Francia metropolitana, tutte le abitazioni classificate G al 1° gennaio 2025, quelle classificate F al 1° gennaio 2028 e poi quelle classificate E al 1° gennaio 2034. Il decreto precisa inoltre le deroghe consentite ai proprietari locatori. Potrà trattarsi, ad esempio, di vincoli architettonici che non permettono la realizzazione di lavori volti a rispettare le soglie fissate. Oppure dell’incapacità di realizzare le ristrutturazioni necessarie per non aver potuto ottenere un’autorizzazione urbanistica o un permesso di costruire.
Nella Francia metropolitana (Corsica esclusa), la quota di abitazioni usate vendute di classe energetica F e G è passata dall’11 al 16 % tra il 2° trimestre 2021 e il 1° trimestre 2022. L’aumento è più marcato per le abitazioni di classe G, passate dal 3 al 6 %, contro l’8-10 % di quelle di classe F. Questa modifica interviene, in particolare, nel corso del 2° semestre 2021, in seguito alla revisione del metodo di calcolo del DPE, ma anche dopo i primi annunci di requisiti minimi di prestazione energetica. Fino all’inizio del 2023 la quota di abitazioni usate vendute di classe energetica F e G continua a crescere, ma molto più debolmente, raggiungendo così il 18 % nel 2° trimestre 2023 (ossia +7 punti in due anni).
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Questo fenomeno si riflette su tutti i dipartimenti, benché alcuni si discostino dalla tendenza generale. Si tratta principalmente di quelli che registravano già una forte quota di vendite di abitazioni di classe F e G. Insieme all’Haut-Rhin, la Savoia e l’Alta Savoia sono gli unici a vedere la propria quota diminuire leggermente tra il 2° trimestre 2021 e il 2° trimestre 2023. Al contrario, numerosi dipartimenti del Sud-Ovest registravano nel 2° trimestre 2021 una quota bassa di vendite di abitazioni molto energivore, ma hanno visto tale quota più che raddoppiare fino al 2° trimestre 2023, come nel Tarn-et-Garonne, nelle Landes o nei Pyrénées-Atlantiques. In Gironda è stata addirittura quasi quadruplicata.
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Nel 2022 circa una vendita su tre di appartamenti di classe F o G avviene in una città di più di 100 000 abitanti, contro una su quattro un anno prima, ossia un aumento di circa 10 punti, mentre l’aumento sull’insieme delle vendite è di soli 2 punti. Se negli anni precedenti l’impatto della classe energetica sui prezzi delle abitazioni era meno significativo per il collettivo, in particolare per le classi peggiori (F e G), non è più così nel 2022. Lo sconto generato da una classe F o G, rispetto a un appartamento analogo di classe D, è infatti significativo in tutte le regioni della Francia metropolitana (Corsica esclusa). Tale sconto supera addirittura il -10 % nel Grande Est e nell’Alta Francia