Che cos’è l’indegnità a succedere?

Aggiornato il giovedì 12 marzo 2026

All’apertura di una successione, la legge designa le persone che ereditano dal defunto. Esistono tuttavia situazioni in cui un erede può essere escluso dalla successione a causa del suo comportamento particolarmente grave nei confronti del defunto: è il caso dell’indegno.

L’indegnità di diritto

Buono a sapersi: l’indegnità a succedere opera soltanto nei confronti degli eredi ab intestato (cioè designati dalla legge).

Esistono due categorie di indegnità: di diritto e giudiziale.

Essa si applica automaticamente agli eredi condannati a una pena criminale come autori o complici:

  • per aver volontariamente cagionato la morte del defunto o tentato di farlo (Cod. civ. francese, art. 726, 1°);
  • « per aver volontariamente inflitto percosse o commesso violenze o vie di fatto che hanno cagionato la morte del defunto senza intenzione di darla » (Cod. civ. francese, art. 726, 2°).

Esistono tuttavia eccezioni a questa applicazione automatica:

  • in assenza di una decisione penale definitiva;
  • per estinzione dell’azione penale (morte dell’autore o del complice del reato prima di ogni condanna, o prescrizione del reato);
  • perché l’erede è stato amnistiato o riabilitato;
  • oppure è stato condannato soltanto a una pena correzionale.

L’indegnità pronunciata dal giudice

Una pena correzionale comporta un’indegnità facoltativa, rimessa all’apprezzamento del giudice civile.

Un erede può essere dichiarato indegno:

  • se è stato condannato, come autore o complice, a una pena correzionale per aver volontariamente cagionato o tentato di cagionare la morte del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 1°) o per aver commesso violenze che hanno cagionato la morte del defunto senza intenzione di darla (Cod. civ. francese, art. 727, 2°);
  • se è stato condannato, come autore o complice, a una pena criminale o correzionale per tortura e atti di barbarie, violenze volontarie, violenza sessuale o aggressione sessuale nei confronti del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 2°bis). La legge mira in particolare a proteggere le vittime di violenza domestica;
  • se è stato condannato per falsa testimonianza resa contro il defunto in un procedimento penale (Cod. civ. francese, art. 727, 3°);
  • se è stato condannato per essersi volontariamente astenuto dall’impedire un delitto che ha cagionato la morte del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 5°);
  • se è stato condannato per calunnia nei confronti del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 5°);
  • quando l’autore o il complice del reato è morto prima di essere stato condannato.

Quali sono le modalità per far riconoscere giudizialmente l’indegnità?

Un’azione giudiziaria

Questa azione deve essere promossa da un erede e soltanto dopo l’apertura della successione. Egli deve adire il tribunale ordinario,

  • entro sei mesi dal decesso, se la decisione di condanna o di dichiarazione di colpevolezza è anteriore al decesso,
  • oppure entro sei mesi da tale decisione, se essa è posteriore al decesso.

In assenza di eredi, la domanda può essere proposta dal pubblico ministero (Cod. civ. francese, art. 727-1).

Il possibile perdono del defunto

Il defunto ha la possibilità di perdonare la persona che ha commesso la colpa, ma può farlo soltanto dopo i fatti criminosi o delittuosi, con dichiarazione espressa di volontà.

Può anche manifestare il proprio perdono istituendo l’indegno legatario universale o a titolo universale (Cod. civ. francese, art. 728).

Quali sono le conseguenze dell’indegnità sulla successione?

L’erede dichiarato indegno è escluso dalla successione: non riceve nulla. I suoi figli possono tuttavia rappresentarlo ed ereditare al suo posto (Cod. civ. francese, art. 729-1).
Egli è tenuto a restituire i beni ereditari che sono in suo possesso, o il loro valore al giorno della divisione se li ha venduti, nonché i redditi di cui ha avuto il godimento dall’apertura della successione (Cod. civ. francese, art. 729).

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