All’apertura di una successione, la legge designa le persone che ereditano dal defunto. Esistono tuttavia situazioni in cui un erede può essere escluso dalla successione a causa del suo comportamento particolarmente grave nei confronti del defunto: è il caso dell’indegno.
L’indegnità di diritto
Buono a sapersi: l’indegnità a succedere opera soltanto nei confronti degli eredi ab intestato (cioè designati dalla legge).
Esistono due categorie di indegnità: di diritto e giudiziale.
Essa si applica automaticamente agli eredi condannati a una pena criminale come autori o complici:
- per aver volontariamente cagionato la morte del defunto o tentato di farlo (Cod. civ. francese, art. 726, 1°);
- « per aver volontariamente inflitto percosse o commesso violenze o vie di fatto che hanno cagionato la morte del defunto senza intenzione di darla » (Cod. civ. francese, art. 726, 2°).
Esistono tuttavia eccezioni a questa applicazione automatica:
- in assenza di una decisione penale definitiva;
- per estinzione dell’azione penale (morte dell’autore o del complice del reato prima di ogni condanna, o prescrizione del reato);
- perché l’erede è stato amnistiato o riabilitato;
- oppure è stato condannato soltanto a una pena correzionale.
L’indegnità pronunciata dal giudice
Una pena correzionale comporta un’indegnità facoltativa, rimessa all’apprezzamento del giudice civile.
Un erede può essere dichiarato indegno:
- se è stato condannato, come autore o complice, a una pena correzionale per aver volontariamente cagionato o tentato di cagionare la morte del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 1°) o per aver commesso violenze che hanno cagionato la morte del defunto senza intenzione di darla (Cod. civ. francese, art. 727, 2°);
- se è stato condannato, come autore o complice, a una pena criminale o correzionale per tortura e atti di barbarie, violenze volontarie, violenza sessuale o aggressione sessuale nei confronti del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 2°bis). La legge mira in particolare a proteggere le vittime di violenza domestica;
- se è stato condannato per falsa testimonianza resa contro il defunto in un procedimento penale (Cod. civ. francese, art. 727, 3°);
- se è stato condannato per essersi volontariamente astenuto dall’impedire un delitto che ha cagionato la morte del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 5°);
- se è stato condannato per calunnia nei confronti del defunto (Cod. civ. francese, art. 727, 5°);
- quando l’autore o il complice del reato è morto prima di essere stato condannato.
Quali sono le modalità per far riconoscere giudizialmente l’indegnità?
Un’azione giudiziaria
Questa azione deve essere promossa da un erede e soltanto dopo l’apertura della successione. Egli deve adire il tribunale ordinario,
- entro sei mesi dal decesso, se la decisione di condanna o di dichiarazione di colpevolezza è anteriore al decesso,
- oppure entro sei mesi da tale decisione, se essa è posteriore al decesso.
In assenza di eredi, la domanda può essere proposta dal pubblico ministero (Cod. civ. francese, art. 727-1).
Il possibile perdono del defunto
Il defunto ha la possibilità di perdonare la persona che ha commesso la colpa, ma può farlo soltanto dopo i fatti criminosi o delittuosi, con dichiarazione espressa di volontà.
Può anche manifestare il proprio perdono istituendo l’indegno legatario universale o a titolo universale (Cod. civ. francese, art. 728).
Quali sono le conseguenze dell’indegnità sulla successione?
L’erede dichiarato indegno è escluso dalla successione: non riceve nulla. I suoi figli possono tuttavia rappresentarlo ed ereditare al suo posto (Cod. civ. francese, art. 729-1).
Egli è tenuto a restituire i beni ereditari che sono in suo possesso, o il loro valore al giorno della divisione se li ha venduti, nonché i redditi di cui ha avuto il godimento dall’apertura della successione (Cod. civ. francese, art. 729).